7 Giugno 2008

“Dobbiamo tutelare i consumatori, ma anche i pescatori“

Il Codacons effettuerà nelle prossime settimane un monitoraggio capillare dei prezzi lungo tutta la filiera – dal pescato, passando attraverso i mercati ittici, ai banchi di vendita al dettaglio – per individuare gli anelli della catena in cui possano essersi verificati eventuali aumenti indiscriminati motivati da speculazioni. Lo ha annunciato il presidente regionale del Codacons Vitto Claut. “Il discorso è complesso – ha precisato Claut – dobbiamo certamente tutelare i consumatori, ma anche salvaguardare i nostri pescatori. Se non lavorano, non mangiano. Ci riserviamo la facoltà di vigilare sull`andamento dei prezzi del pesce. Vogliamo capire perché è successo. Due sono le ipotesi. O c`è un problema di penuria di pescato oppure effettivamente i prodotti ittici dell`Adriatico venduti in questi giorni di sciopero dei pescatori italiani soltanto dai colleghi austriaci sono stati rincarati. È ovvio che se c`è poco pesce, qualcuno se ne approfitta per alzare il prezzo. L`altra sera ho cenato al ristorante. Ho preso una coda di rospo con contorno di verdure e una mezza bottiglia di minerale. Ho pagato 31 euro, 60 mila delle vecchie lire. Non è possibile che il costo della vita sia aumentato a questi livelli“. Claut ha quindi ampliato la prospettiva della riflessione: “Siamo tutti vittime del carogasolio. Noi proponiamo che lo stato rinunci alle accise affinché il nostro sistema produttivo possa rimanere competitivo. Bisogna diminuire i costi di servizio per poter far sì che anche i prezzi dei beni al consumo calino. I pescatori, le società pubbliche e private, gli stessi autotrasportatori sono costretti a dissanguarsi per sostenere le spese sempre più alte per il carburante“.

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