6 Giugno 2008

Italiani a dieta, allarme stagnazione

Italiani a dieta, allarme stagnazione
Confcommercio denuncia il calo della spesa nei primi quattro mesi del 2008

Meno cinema, meno cene al ristorante, meno capi di abbigliamento. Giù auto e moto. Acquisti sempre più prudenti nel campo degli alimentari. Complici il carovita e l`impoverimento dei redditi, cambiano le abitudini degli italiani. E i consumi frenano. Al punto da far scattare l`allarme stagnazione da parte del mondo del commercio. Ma i consumatori ribattono: i commercianti devono abbassare i prezzi. I DATI Ieri Confcommercio ha reso noti i dati di aprile sull`indicatore dei consumi messo a punto dall`ufficio studi dell`organizzazione. Il quadro che ne esce dice che, in termini di quantità acquistate, la contrazione complessiva è stata dello 0,9% rispetto ad un anno prima. Nei primi 4 mesi, il calo si porta all`1%, contro il +1% dell`analogo periodo 2007. Non solo. Per la prima volta, da due anni a questa parte, si rileva una riduzione, pari allo 0,8%, per i servizi, mentre finora questo comparto aveva sempre mostrato una tenuta. I SETTORI Quasi tutti i settori registrano valori negativi. A cominciare dal capitolo alimentari, bevande e tabacchi, i cui consumi sono scesi ad aprile dell`1,7% su base annua. Un calo più contenuto rispetto a quello di marzo, quando fu del 4,4%, ma che porta al 2,4% la diminuzione sul quadrimestre. Tra le voci più penalizzate, quella dei beni e servizi ricreativi (cinema, sport, libri, compact disc, giocattoli) che su base annua mostra un calo del 3,4%. In percentuale analoga sono diminuiti i consumi di beni e servizi per la mobilità (motocicli, automobili, carburanti, trasporti aerei). Giù anche ristoranti e alberghi (-1,9%). Su base annua tengono computer, telefonini, apparecchi fotografici e tlc in genere, ma il dato mese su mese, cioè aprile su marzo, segna una flessione dello 0,2%: un segnale, perché finora questo capitolo era sempre stato in rialzo. IL COMMENTO Le cifre “comprovano che non c`è una ripresa dei consumi“, ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “In controtendenza cresce la fiducia delle famiglie“. Un fenomeno che gli addetti ai lavori osservano puntualmente dopo il voto. “I risultati elettorali hanno consegnato al Paese un tasso di governabilità molto elevato, che legittima aspettative forti“, ha detto Sangalli. Confcommercio si attende per il 2008 un aumento del Pil di solo lo 0,2% e un`inflazione costantemente sopra il 3%, con una discesa cauta solo dal 2009. Un dato “preoccupante“, sottoscrive il Codacons, ma i commercianti devono fare la loro parte. La richiesta dell`associazione è chiara: tagliare i prezzi almeno del 15%.

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