Sentenza Tar, ripercussioni a nche a Terni
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fonte:
- Il Messaggero
La sentenza del Tar del Lazio che ha spazzato le strisce blu dalla Capitale non potrà che riportare ripercussioni anche a Terni, dove ci sono quartieri che patiscono le stesse irregolarità di Roma. Con palazzo Spada costretta a fare marcia indietro, rivedendo tutta la politica fino ad ora adottata con i posti a pagamento. Politica che ancora capiscono in pochi. Ci sono quartieri dove si parcheggia solo a pagamento ed altri dove invece la sosta è libera. Senza criterio apparente, così da Porta Sant`Angelo in giù sono tutte bianche, ma da piazza Dalmazia alla stazione è tutto blu. Sa via Curio Dentato a viale della Stazione stesso discorso, a Città Giardino no. Così chi abita in via Gori e via Nazario Sauro e non ha la fortuna di avere garage o posto auto interno è costretto a pagare minimo 100 euro l`anno , chi abita in via Pascarella o in via Giotto potrà parcheggiare senza pagare alcun balzello. La Federconsumatori è pronta per la battaglia ed ha chiesto subito un incontro con la Giunta, per trovare un accordo prima di adire alle vie legali ed i presupposti ci sono tutti, Il Tar del Lazio ha annullato la delibera con la quale nel 2004 l`amministrazione della capitale aveva istituito nuove zone di parcheggi a pagamento in un quartiere della Capitale, accogliendo il ricorso presentato da alcuni cittadini e dal Codacons perché non c`è proporzione tra i posti a tariffa e quelli gratis, il sindaco Alemanno ha bloccato tutte le macchinette per la riscossione della sosta e ha deciso di ricostruire tutto il piano. Secondo i giudici, la delibera “non chiarisce la specifica ragione per la quale la zona è stata definita “di particolare rilevanza urbanistica“; limitandosi, a tal riguardo, a richiamare uno studio che non appare affidabile essendo stato realizzato, per espressa ammissione dell`amministrazione, proprio dalla società Sta, la quale non è un “soggetto terzo“ (ed imparziale), avendo un evidente interesse alla realizzazione dei parcheggi a pagamento“, senza “che dimostri, con dati obiettivi, come il numero dei parcheggi sia stato commisurato al fabbisogno effettivo; ed in che modo le esigenze dei residenti siano state considerate“. Così è accaduto a Terni, dove i residenti sono addirittura costretti a pagare per parcheggiare: “C`è la necessità – dice Umberto Ricci della Federconsumatori- di rivedere il luoghi considerati di particolare rilevanza urbanistica, per questo chiederemo al più presto un incontro con la giunta per discutere e trovare un`intesa prima di passare ai fatti con un eventuale ricorso al Tar coinvolgendo i cittadini interessati che già hanno fatto una petizione popolare che ha partorito la delibera del 2006, dove sono stati ridotti i pagamenti degli abbonamenti per residenti e lavoratori, ma esiste anche un`evidente discriminazione territoriale dove ci sono cittadini di serie A e altri di serie D, dove a pochi metri del centro c`è chi paga e chi no“. Insomma, la battaglia è solo all`inizio.
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