Strisce blu, pioggia di ricorsi anche in Veneto
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fonte:
- Corriere del Veneto
Gli amministratori: “Se ci toglieranno anche questa entrata ci ridurranno in ginocchio, non riusciremo a garantire i servizi essenziali“
Piomba sul Veneto il terremoto scatenato dal Tar del Lazio, che su ricorso del Codacons ha annullato perchè irregolari i parcheggi a pagamento delineati dalle strisce blu del quartiere Ostiense di Roma. La legge li prevede solo nei centri storici, nelle zone con oltre 50 negozi per chilometro, nelle aree con cinema, teatri e palasport. Altrove, ha stabilito la Cassazione, devono essere compensati da ugual numero di park gratuiti, contrassegnati dalle linee bianche. Sull`onda della vittoria, l`associazione lancia anche nella nostra regione una class action per il rimborso delle multe prese nelle suddette aree di sosta dopo il 2004. Azione che i Comuni interpretano come “una catastrofe“. Già in mutande per la progressiva decurtazione dei fondi statali, non possono permettersi di rinunciare a un introito che si aggira in media sui 2 milioni di euro all`anno. La protesta Sul sito www.codacons.it è possibile scaricare il modulo per aderire alla class action. “Basta inviare la richiesta e noi diremo subito all`interessato se ha diritto o meno alla restituzione dei soldi – spiega Franco Conte, presidente veneto del Codacons -. In caso affermativo, gli metteremo gratuitamente a disposizione un avvocato. Quello delle strisce blu è un modo di far cassa da parte dei sindaci, che così impongono un ulteriore balzello sulle spalle dei cittadini. Non è certo un strategia per rendere funzionale la mobilità cittadina “. Informazioni pure al numero verde 800/911.911 e allo 041/942348, attivo dal lunedì al venerdì, con orario 15/18. Sull`esito dell`iniziativa, Conte è ottimista: “In passato anche il Tar del Veneto si pronunciò in merito, azzerando una quota di parcheggi “blu“ predisposti al Lido di Venezia senza il corrispettivo di aree sosta gratis“. Le reazioni Nei sette Comuni capoluogo i park sono gestiti dalle aziende compartecipate che, garantiscono gli amministratori, rispettano la legge. “Finora abbiamo ricevuto poche contestazioni – conferma Gigi Osti, assessore alla Viabilità di Rovigo -. Se ci tolgono questa entrata non riusciremo più a garantire i servizi essenziali, saremo in ginocchio. Mi appello ai sindaci che stanno lottando per tenere il 20% dell`Irpef perchè intervengano“. “I ricavi dei parchimetri servono a pareggiare il deficit del servizio scuolabus – rivela Denio Dal Pont, assessore alla Mobilità di Belluno -. Tra l`altro su 1900 posti, 1100 sono in centro storico, quindi regolari a priori“. Respinge al mittente l`accusa di fare cassa a spese dei cittadini il collega di Venezia, Enrico Mingardi: “Ricordo a tutti che la legge vincola la destinazione delle multe a investimenti per la mobilità e la sicurezza stradale. Noi con quei soldi finanzieremo un piano per la ciclabilità del valore di 15 milioni di euro. Va poi aggiunto che sono gli stessi cittadini a chiederci le strisce blu, per evitare che i pochi posti disponibili siano tenuti occupati dalla stessa auto per un`intera giornata. E` giusto stangare i furbi, ma questa protesta generalizzata è sproporzionata“. J`accuse Se la prende con lo Stato Ivo Rossi, assessore alla Mobilità di Padova: “E` demenziale imporci cosa fare, dovrebbero essere i Comuni ad autoregolamentarsi con buonsenso e a seconda dei problemi soggettivi. Quest`entrata è l`unico modo per evitare paralisi cittadine e finanziare il trasporto pubblico“. Preferisce l`esame di coscienza l`assessore di Vicenza, Ennio Tosetto: “Riorganizzemo la mobilità, implementando il trasporto pubblico e su bici e rivedendo tutte le zone con strisce blu, bianche e gialle (soste per residenti, ndr). Ora si parcheggia ovunque“. I soldi dei parcheggi blu sono comunque una risorsa irrinunciabile, sentenziano gli assessori alla Mobilità di Treviso, Giuseppe Basso, e di Verona, Enrico Corsi, che avverte: “Se la perdiamo, dovremo trovare un`alternativa “. Michela Nicolussi Moro Nel mirino I parcheggi a pagamento, delineati dalle linee blu, sono consentiti dalla legge nei centri storici e in aree con negozi, teatri, cinema e palasport. Altrove devono essere compensati da posti gratis.
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