1 Giugno 2008

Le strategie dei comaschi per sopravvivere al carovita

Le strategie dei comaschi per sopravvivere al carovita
Timori e perplessità tra le bancarelle del mercato coperto. Un fruttivendolo: “Anche per noi la crisi si fa sentire“

L`inflazione galoppa. I prezzi crescono e le famiglie fanno sempre più fatica a far quadrare i conti a fine mese. A Como il costo della vita è salito del 3,8% in un anno mentre la media nazionale è del 3,6. Secondo l`Istat, le famiglie non sono più in grado di risparmiare e di far fronte a spese impreviste. Il quadro è difficile, anche in riva al Lario. Tra i banchi del mercato di Como è una corsa al risparmio, un confronto continuo tra un prezzo e l`altro. “Figlio mio, certo che non si arriva alla fine del mese – dice Gabriella Invernizzi – Con 500 euro di pensione cosa posso fare` Mangio solo pasta asciutta e passo la giornata cercando i prezzi più bassi al mercato e comprando tutto il resto al discount“. Il bilancio per arrivare a fine mese` “Faccio i salti mortali“. Tutto cresce, non solo i beni di lusso, anche il minimo per la sussistenza. “Gli aumenti sono generalizzati – sottolinea Fabio Milano – nei mercati va meglio, si riesce a risparmiare e ad avere qualità, è nei supermercati il vero salasso“. Strategie` “Comprare meno, consumare meno. E poi bisogna scegliere frutta e verdura di stagione, sono più buone e si risparmia“. “È tutto caro, troppo caro“ si lamenta Odilla Enea. “Guardi – dice – io compro due panini minuscoli, ma davvero minuscoli, al giorno e li pago 60 centesimi. Mille e 200 lire, per capirci. Non è troppo“`. E cosi si rinuncia. “Un po` a tutto non solo ai cibi costosi. E poi, lasciatemi dire, i commercianti se ne approfittano – aggiunge la donna – Com`è che la stessa bottiglia di vino costa 2,80 euro in un negozio e 3,55 nell`altro“`. Insomma, arrivare all`ultima settimana del mese è dura. “No caro, è dura anche la prima, ormai“, conclude la signora. “Certa frutta non si può toccare – spiega a sua volta Nunzio Maiulari – le ciliegie per esempio: peccato, perchè piacciono ai miei nipoti“. Ma non si tratta solo di frutta. “Ci sono alimenti che una volta si compravano con due lire. Le alici oggi costano 10 euro al chilo, ieri te le tiravano dietro. Io sono in pensione – conclude – e ho tempo per cercare le offerte migliori. Gli altri non so come facciano“. Il banco frutta e verdura di Pietro Santamaria, al mercato coperto di via Mentana, è davanti a due bancarelle vuote. “Sono in vendita – dice – anche per noi la crisi si fa sentire e così qualcuno chiude“. Il calo delle vendite si sente. “Già da un po`, ma i prezzi di frutta e verdura sono scesi, cerchiamo di andare incontro alla clientela. Resta il fatto che il momento è complicato e non si guadagna più come qualche anno fa“. Bruno Pelaia, un altro venditore, non sente la recessione. “Io vendo meglio di prima – spiega – ho abbassato i prezzi e puntato sulla quantità. La gente cerca il risparmio e io glielo offro. La strategia è abbassare, così i clienti aumentano“. Nella foto: Gabriella Invernizzi Home Grandi mostre, appello di Bruni: “Più soldi da imprese e istituzioni“ La Cdo: “L`aiuto dovrebbe arrivare soprattutto dai grandi gruppi del territorio“ Gli Amici di Como: “Cinque nostri associati offrono un importante contributo“ Il Codacons dichiara guerra alle strisce blu Euro 0, pronta la prima “class action“ comasca.

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