28 Maggio 2008

Retribuzioni, Istat: stabili ad aprile, più 2,8% annui

Retribuzioni, Istat: stabili ad aprile, più 2,8% annui
Codacons: difendere il potere d`acquisto

Sono rimaste stabili le retribuzioni dei lavoratori italiani ad aprile. Il dato, informa l`Istat, ha segnato un incremento dello 0,1% su base mensile per un andamento tendenziale in crescita del 2,8%, mentre il mese scorso l`inflazione è risultata pari al 3,3%. L`incremento registrato nei primi quattro mesi dell`anno rispetto allo stesso periodo del 2007 è pari al 2,6%. L`indice delle retribuzioni proiettato per l`anno 2008 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di aprile 2008, registrerebbe un incremento del 2,8%. Ad aprile, gli incrementi più elevati si osservano per assicurazioni (7,7%), ministeri (6,2%), pubblici esercizi e alberghi (5,7%), militari-difesa (5,5%), alimentari, bevande e tabacco (5,4%), scuola (5,3%), forze dell`ordine (4,9%) e credito (4,8%). A segnare un boom nel periodo gennaio-febbraio 2008 è il numero di ore non lavorate per conflitti originati dal rapporto di lavoro: il dato ha toccato quota 702 mila (quasi 4 volte il corrispondente valore dell`anno passato), la quasi totalità da imputare alle lotte per il rinnovo del contratto di lavoro. I dati resi noti dall`Istat sulle retribuzioni di aprile, “sono la dimostrazione della mancata difesa del potere d`acquisto degli stipendi e delle pensioni“. Ad affermarlo è il Codacons, sottolineando che “nello stesso periodo di riferimento l`inflazione si è assestata al 3,3% con uno scarto dello 0,5%“. Tutto questo, si legge in una nota, “senza contare che l`inflazione vera, quella dei beni ad alta frequenza di acquisto, ossia dei beni acquistati da operai e pensionati al minimo, sempre per l`Istat è addirittura del 5,1% dall`aprile 2008 all`aprile 2007, con uno scarto, quindi, del 2,3%“. Il Codacons chiede, quindi, al governo di “garantire a tutti una pensione minima di 800 euro al mese“. L`organizzazione dei consumatori domanda inoltre che le pensioni siano poi salvaguardate in termini reali, almeno quelle con un trattamento inferiore ad otto volte quello minimo Inps. Non basta, infatti, – conclude – la nota, “dare aumenti una tantum se poi non si indicizza anno per anno la pensione all`inflazione reale“.

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