Dal Molin, c`è il via libera. La Difesa mostra le carte
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Il via libera c`è. C`è il pezzo di carta cercato per un anno dai No Dal Molin. Dal dossier finora rigidamente top secret custodito a Roma al ministero della Difesa è stata estratta qualche paginetta del carteggio relativo alla realizzazione della Ederle 2 all`aeroporto Dal Molin. Non è il nulla osta concesso da Romano Prodi: è l`autorizzazione tecnica, dell`apparato burocratico. Ƞstata messa a disposizione quella che volgarmente potremmo chiamare concessione edilizia: il permesso di costruire rilasciato dalla direzione generale della Difesa agli alleati statunitensi. Del documento hanno preso visione il Codacons, con gli avvocati Carlo Rienzi e Gino Giuliano, e gli altri promotori del ricorso davanti al Tar Veneto, fra cui il portavoce del Coordinamento dei comitati contrari alla base Usa, Giancarlo Albera. L`appuntamento era stato fissato ieri mattina alle 10, assecondando l`ordine imposto dal tribunale amministrativo, che prima di emettere una sentenza sul ricorso ha preteso di vedere le autorizzazioni. La consegna delle carte è un capitolo cruciale nella battaglia legale sul Dal Molin: il paradosso, fino a ieri, è che i ricorrenti non avevano in mano alcun documento da impugnare. Oggi ce l`hanno: in particolare hanno visionato l`autorizzazione firmata il 17 luglio 2007, durante il governo Prodi, dal direttore generale Ivan Felice Resce. Da Roma Albera è schietto: “Ƞun primo passo, ma abbiamo potuto vedere solo una minima parte. Per questo abbiamo avanzato nuove richieste: i funzionari ministeriali si sono presi 48 ore di tempo per verificare quali documenti siano riservati e quali no“. Come riferisce Albera, vengono richiamati altri documenti che contengono prescrizioni di carattere ambientale e viabilistico, come l`obbligo di prevedere l`ingresso alla base sul lato nordovest, per agganciarsi alla futura tangenziale: parola, questa, che quindi continua a comparire nelle carte romane. “Da una prima visione della documentazione – spiega il Codacons in una nota – emergono alcuni aspetti poco chiari. Il provvedimento, infatti, non sembra legittimo, in quanto pare autorizzare il progetto prima che sia avvenuta la necessaria valutazione di impatto ambientale. Progetto che sembra inoltre non essere quello originario, visto che nell`autorizzazione si fa riferimento a un documento presentato l`11 giugno 2007 e di cui nessuno ha avuto visione“. I ricorrenti hanno quindi chiesto che vengano messi a disposizione gli atti mancanti, compresi tutti quelli firmati dal commissario governativo Paolo Costa ed emessi dall`esercito statunitense e dal Comune di Vicenza. Il ministero della Difesa – ha riferito il Codacons – ha chiesto 48 ore di tempo per consultare gli organismi superiori al fine di valutare quali documenti siano da considerare riservati e quindi non accessibili. La vicenda amministrativa avrà un`ulteriore passaggio al Tar il 18 giugno.
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