26 Maggio 2008

Class action contro il caro-pedaggi

Class action contro il caro-pedaggi
Conto alla rovescia per l`esordio della legge, i consumatori affilano le armi: “Azioni legali anche per i photored“

Scatta il prossimo 29 giugno il d-day per la class action ed anche in Veneto le associazioni dei consumatori si preparano ad impiegare l`arma dell`azione collettiva nel giudizio civile, introdotta per la prima volta nel nostro paese. A sorpresa, Codacons mette nel mirino le società autostradali della regione, che si sarebbero “illecitamente arricchite“ grazie al recente e, secondo l`associazione, ingiustificato aumento dei pedaggi. “Siamo intenzionati a promuovere annuncia Franco Conte, segretario regionale del Codacons un`azione collettiva contro i concessionari autostradali della regione, la Società autostrade di Venezia e Padova e Autostrade per l`Italia, che hanno esercitato un atto di reale prepotenza aumentando i pedaggi di 50 centesimi, che diverranno un euro all`inizio del 2009. La richiesta di risarcimento – continua Conte – sarà intentata sulla base del concetto di illecito arricchimento, perché l`aumento è stato applicato quando il Passante di Mestre non è stato completato né tantomeno aperto al traffico“. Il segretario regionale del Codacons sottolinea però allo stesso tempo i limiti dell`attuale normativa. “La poca chiarezza della norma sulla class action può portare ad un ulteriore intasamento della macchina giudiziaria e un cavillo burocratico rischia di essere sufficiente per bloccare i procedimenti: stiamo promuovendo, con altre associazioni dei consumatori e con l`ordine degli avvocati, una moratoria di qualche mese che – spiega Franco Conte dia al governo il tempo per emanare un regolamento“. Il sistema bancario sarà invece il principale bersaglio delle azioni collettive intraprese dalle associazoni Adusbef e Adiconsum. “Stiamo redigendo tre diverse cause riguardanti la trasferibilità di mutui e gli interessi bancari: è probabile che presenteremo alcune cause proprio a Venezia, uno dei tribunali italiani – spiega Tanza, vicepresidente nazionale Adusbef – tra i più aperti verso consumatori, come dimostrato da alcune sentenze del giudice Majolino“. Il tribunale veneziano potrebbe essere prescelto come sede ideale per la promozione delle azioni collettive. Un`ulteriore azione che Adusbef sta studiando colpirebbe i comuni che ricorrono alle multe per ripianare i propri bilanci: “Il codice della strada prevede che le multe siano investite in sicurezza stradale, la minaccia di una class action – continua il vice presidente di Adusbef – può servire da monito per le amministrazioni locali troppo disinvolte “. è il caso, ad esempio, dell`istallazione in Veneto di apparecchi “photo red“ illegali. “La class action italiana è stata mutilata – denuncia infine Tanza – per l`impossibilità di richiedere il cosiddetto danno punitivo: l`azienda rischia solo il risarcimento, ovvero di dover restituire quanto ha sottratto ai consumatori o avrebbe dovuto pagare già in precedenza “. Pur non negando la validità del principio dell`azione collettiva in difesa dei consumatori, Francesco Borga, direttore generale di Confindustria Veneto, esprime invece “perplessità e preoccupazione per l`innesto troppo rapido di un impianto legislativo americano nel nostro ordinamento “. Il governo è invitato ad intervenire al più presto, anche attraverso un decreto legge: “Così come si configura oggi, la class action ha troppe lacune e non va nella direzione di un ammodernamento del Paese: va posto innanzitutto – auspica Borga – un filtro su chi è titolato ad attivare la causa“. Il moltiplicarsi delle azioni in tribunale non preoccupa però le aziende venete: “Lo strumento dell`azione collettiva si presta per essere utilizzato nei confronti dei gruppi più grandi e delle multinazionali, mentre non deve essere temuto dalle medie imprese del Veneto che – conclude Borga – hanno costruito un rapporto consolidato con il mercato “. Massimo Favaro Protesta I primi esempi di class action in Veneto potrebbero riguardare photored e pedaggi per il Passante.

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