I consumatori: gli sconti sui mutui non danno vantaggi
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fonte:
- Il Piccolo
Le organizzazioni degli utenti non mollano la presa sulle facilitazioni sui mutui annunciate dal governo. Il Codacons afferma “di non credere ad accordi che, anche lontanamente, possano andare a vantaggio dei mutuatari“. L`Aduc è molto dura: “Si tratta di una dilazione del pagamento: si concede un ulteriore finanziamento. Le famiglie non risparmieranno alcunchè ma pagheranno ulteriori interessi“. Per L`Adiconsum “parlare di benefici di 800-1000 euro è fuori luogo“. Stessa valutazione arriva dall`Adusbef che rileva come “non c`è risparmio ma si allunga solo il finanziamento“. Scontenta anche l`Abi, l`associazione delle banche: “È un`operazione con degli oneri, non a vantaggio del sistema bancario in termini economici“. Così il direttore generale dell`Abi, Giuseppe Zadra, risponde ai consumatori che criticano l`intesa raggiunta dall`associazione con il governo per la rinegoziazione dei mutui. Le banche, spiega Zadra, “sono state invitate dal Governo“ e ritengono l`intesa “un`operazione nell`interesse del mercato finanziario del Paese“. Rispondendo a chi gli chiedeva commenti sulle cifre fornite dalle varie associazioni dei consumatori per testimoniare la scarsa convenienza alla rinegoziazione del mutuo secondo il nuovo accordo, Zadra ha spiegato che “ragionando di operazioni a 20 anni e dell`evoluzione dei tassi nei prossimi vent`anni, avere un risultato quantitativo ex-ante è poco prevedibile“. Secondo una banca d`affari le quattro maggiori banche italiane (Unicredito, Intesa Sanpaolo, Ubi e Banco Popolare) che raccolgono il 50% della quota di mercato nazionale potrebbero scontare un impatto negativo di 371 milioni di euro dall`accordo siglato fra il governo e l`Abi sulla rinegoziazione dei mutui. I consumatori però non mollano la presa. “Il nuovo Governo deve dimostrare un rigore assoluto e una severità mai vista prima nei confronti degli istituti di credito“. Questa la richiesta che il Codacons muove all`esecutivo, dopo l`annuncio sulla questione dei mutui a tasso variabile. “Continuiamo a non credere ad accordi che, anche lontanamente, possano andare a vantaggio dei mutuatari mentre crediamo che ancora molto si possa fare per costringere le banche al rispetto delle leggi vigenti. In particolare l`inosservanza delle disposizioni contenute nei pacchetti Bersani, ha provocato un danno ai cittadini pari a 5,9 miliardi di euro, derivanti nel dettaglio dal mancato adeguamento automatico dei tassi bancari debitori e creditori (simmetria dei tassi), dalla mancata applicazione delle regole sulla portabilità, e da violazioni varie delle disposizioni sull`Equità sulle penali dei vecchi mutui, cancellazione della ipoteca sui vecchi mutui, rinegoziazione dei mutui per eccessiva onerosità, Swap e derivati, abrogazione spese di chiusura conti correnti, ecc. Questi soldi – conclude la nota – devono essere necessariamente restituiti ai cittadini. In questo senso ci aspettiamo un prossimo impegno concreto da parte del Governo“. “Le banche italiane – replica il direttore generale dell`Abi, Giuseppe Zadra – stanno subendo le stesse difficoltà di tutti i settori, ma complessivamente stanno reggendo il colpo della difficile situazione internazionale“. Per Confindustria i provvedimenti fiscali appena varati dal governo, assieme all`impegno delle banche a bloccare le rate dei mutui ai livelli del 2006, se pienamente efficaci daranno ai consumi un sostegno equivalente allo 0,3% in ragione d`anno.
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