24 Maggio 2008

Benzina a 1,50 euro. Ma c`è il pieno low cost

Le chiamano “pompe bianche“, perché non hanno marchio. Non sono Erg, Tamoil, Shell, sono i benzinai “indipendenti“, e il più delle volte non hanno nemmeno un`insegna. Puntellano le strade di tutta Italia, ma di loro non esiste un registro completo ufficiale, né tantomeno una mappatura. Il Codacons è riuscito a individuarne più di duecento, di cui qui ne pubblichiamo un campione per ogni regione. L`unica in cui non ne è stato individuato nemmeno uno è la Valle d`Aosta. Le stazioni di servizio senza marchio non appaiono sotto il nome dell più note compagnie petrolifere e hanno un`altra caratteristica, logica conseguenza: offrono il pieno più economico, più conveniente rispetto ai prezzi di mercato. VENDITA DIRETTA Il meccanismo è semplice: i distributori “indipendenti“ acquistano benzina all`in grosso e poi la rivendono, riuscendo a ridurre i costi di esercizio. Tagliano i prezzi perché comprano e vendono il carburante direttamente. In molti casi, a permettere il risparmio è anche il fatto che non abbiano costi di promozione per premi e premietti vari. Tutti quei “regali“ e concorsi a punti che invece straripano nei benzinai col marchio. E che, paradossalmente, il cliente finisce per pagare di tasca propria. Rifornendosi alle “pompe bianche“ si ha un risparmio medio stimato intorno agli otto centesimi al litro di benzina verde. Se si prende a esempio un`auto di cilindrata media, calcolando due pieni al mese, quegli otto centesimi diventano un risparmio di cento euro in meno di spesa all`anno. Non è poca cosa, soprattutto considerando che la corsa del petrolio non si ferma e che, soltanto ieri, sia benzina che gasolio hanno registrato un nuovo record. Hanno sfondato quota un euro e cinquanta al litro. Per la prima volta, i carburanti superano l`euro e mezzo. A mettere mano a i listini, sono state Shell e Tamoil, oltre all`Erg, ma questa unicamente per la benzina verde. Infatti, ieri, le rilevazioni di Quotidiano Energia riportavano la il perzzo consigliato ai distributori Shell e Tamoil pari a un euro 506 centesimi. Mentre alla Erg, che manteneva il gasolio a un euro e 499 centesimi, alzava la verde a un euro e 50. Ecco. Quando si parla dei benzinai “indipendenti“ ci si imbatte in prezzi ben più contenuti. Ieri, in un distributore senza marchio di Caluso, nel torinese, la super senza piombo costava un euro e 483 al litro. AL RIBASSO Una precisazione: non c`è l`inganno di una benzina di bassa qualità. “A fronte di un risparmio, subito molti credono che si tratti di un pieno di scadente“, spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “ma non è affatto vero: la materia prima è sempre la stessa, ovviamente. Cambia solo il nome, perché quello è l`etichetta che dai quando la vendi, ma nulla più“. Uno dei distributori più convenienti in giro per l`Italia è, per esempio, la pompa della famiglia Foggi, dove c`è sempre fila, a Santa Croce sull`Arno, in provincia di Pisa. É a conduzione familiare, come molti nel caso delle stazioni di servizio “indipenden ti“. Quello pisano è uno dei benzinai che quando aveva uno marchio tra quelli che andavano per la maggiore, vivacchiava. Oggi, che il gasolio si chiama Fop, dal nome della famiglia, e che la vendita quindi è diretta, si è passati da un risparmio rispetto ai prezzi di mercato di quattro centesimi (cinque anni fa) a un risparmio di otto (oggi). Al posto di salire scende. E il tutto, servizio compreso. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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