Petrolio alle stelle, ancora stabilmente sopra i 130 dollari
Non si ferma la corsa dei carburanti. Con il petrolio alle stelle, ancora stabilmente sopra i 130 dollari, benzina e gasolio hanno sfondato il tetto di 1,5 euro al litro. A mettere mano ai listini, portando per la prima volta i prezzi sopra un euro e mezzo, sono state Shell e Tamoil, oltre alla Erg, che ha aggiornato però solo la verde. Il prezzo consigliato ai distributori dei primi due marchi è così salito a 1,506 per entrambi i carburanti, mentre la Erg ha portato la benzina a 1,503 euro. In appena venti giorni, il prezzo della verde è lievitato di oltre 4 centesimi al litro che, tradotto in pieni, significa un esborso di quasi tre euro in più. Per un`auto con un serbatoio da 50 litri si è infatti passati dai 72,9 euro a pieno del 2 maggio (quando la verde, esaurito lo sconto fiscale del governo Prodi, stava a 1,459 euro) ai 75,3 euro odierni. Peggio va a chi ha un`auto diesel, visto che venti giorni fa il gasolio era a 1,438 euro al litro e il pieno costava quindi 71,9 euro, quasi quattro in meno di oggi. Da qui l`allarme dei consumatori: “Gli aumenti degli ultimi giorni sono incredibili, ci troviamo in una situazione ormai insopportabile per gli automobilisti“, affermano Federconsumatori e Adusbef. “Se ogni giorno il prezzo dei carburanti subisce 6 millesimi di aumento, tra una settimana i rincari ammonteranno a 4 centesimi e, tra un mese, a ben 18 centesimi di euro. Questo preoccupante andamento deve essere immediatamente bloccato“. Le associazioni chiedono un drastico taglio delle accise “di almeno 6 centesimi al litro“. Sulla stessa lunghezza d`onda anche il Codacons che chiede “interventi urgenti“ lamentando l`eccessivo carico fiscale che grava sui carburanti. Su ogni litro, ricorda l`associazione, l`automobilista paga infatti 0,27 euro per la guerra in Abissinia, disastro del Vajont, alluvione di Firenze, la missione in Libano e una miriade di altre tasse imposte fin dal 1935 e mai eliminate. Finora il governo ha escluso il rinnovo del bonus fiscale così come già sperimentato, ma il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha ribadito che ci saranno “detassazioni mirate per le forme di trasporto che più incidono sui costi dei principali beni e servizi“. A fare i conti con gli effetti del caro-greggio non sono comunque solo gli automobilisti. Anche le compagnie aeree stanno cercando di correre ai ripari per evitare un impatto troppo violento delle fiammate del petrolio. La Qantas ha annunciato, non solo un aumento delle tariffe del 4%, ma anche la diminuzione della velocità di crociera degli aeromobili. Rallentare significa infatti risparmiare. La British Airways, che col prezzo de barile così alto prevede la fine dell`era low cost, alzerà le tariffe e quest`inverno cancellerà molti voli, tagliando rotte e ritirando i velivoli che consumano di più.
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