23 Maggio 2008

Mutui “scontati“, nel Milanese sorridono in 170 mila

Strozzati dai debiti. La provincia di Milano è di gran lunga l`area più interessata in Italia dal provvedimento varato due giorni fa dal governo. Qui è stato stipulato almeno il dieci per cento dei mutui a tasso variabile accesi in tutto il Paese. Come spiega Roberto Anedda, Vicepresidente di MutuiOnline, “se calcoliamo solo il periodo dal 2002 al 2007, ovvero la fascia più interessata a questo provvedimento, le persone che hanno acceso un mutuo sono tra le 150 e le 170 mila“. Numeri impressionanti, con una necessaria precisazione: “Bisogna tener presente che una parte di questi potrebbe aver già provveduto a una sostituzione per conto proprio dice Anedda – almeno il dieci-venti per cento“. E a questi, ovviamente, le novità in arrivo dal Consiglio dei ministri non interessano minimamente. Per la verità resta ancora da stabilire in che misura la cosa possa aiutare anche agli altri. Molte associazioni si dicono ancora scettiche per le misure adottate. Vero è che ora le banche dovranno offrire ai clienti la possibilità di rinegoziare i loro mutui stipulati prima del 2007 e che le rate residue verranno calcolate su un fisso, ma “di fatto non si tratta di un vero e proprio risparmio – spiega Anedda semplicimente si ridistribuiscono le rate“. Proprio per questo, secondo varie associazioni di consumatori, l`intesa tra il governo e l`Abi sulla rinegoziazione dei mutui è positiva ma rappresenta solo il primo passo verso una effettiva tutela del cittadino. In particolare, il Codacons chiede al governo “un rigore assoluto e una severità mai vista prima nei confronti degli istituti di credito“. “Continuiamo a non credere ad accordi che, anche lontanamente, possano andare a vantaggio dei mutuatari – sottolinea il presidente dell`associazione Carlo Rienzi -, mentre crediamo che ancora molto si possa fare per costringere le banche al rispetto delle leggi vigenti. In particolare l`inosservanza delle disposizioni contenute nei pacchetti Bersani, ha provocato un danno ai cittadini pari a 5,9 miliardi di euro. Questi soldi devono essere necessariamente restituiti ai cittadini“. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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