23 Maggio 2008

Mutui, associazioni dei consumatori: operazione d`immagine

Le associazioni dei consumatori dicono che è solo fumo negli occhi, un`operazione d`immagine del governo e delle banche che annunciano per le famiglie risparmi che invece non ci saranno. L`accordo concluso tra Tremonti e Abi, che fissa le condizioni alle quali le banche rinegozieranno i mutui a tasso variabile riportando la rata al livello del 2006, non passa l`esame dei risparmiatori. Il presidente dell`Antitrust, Antonio Catricalà, dice invece che “ce ne era bisogno“, ma spera che le banche possano fare di più di quello che è scritto nella convenzione, perchè “peggio di così i consumatori non possono essere trattati“. “Adesso occorrerà incentivare la portabilità del mutuo a costo zero da una banca all`altra“, aggiunge, ricordando che la sua authority ha aperto a questo riguardo un`istruttoria, di fronte all`evidenza che la legge Bersani è largamente inapplicata. Le banche non sono benefattrici, non hanno mai fatto regali e non ne faranno nemmeno questa volta. E nel presentare a Napoli l`accordo, il ministro Tremonti ha posto grandemente l`accento sui vantaggi che la rinegoziazione comporta per le famiglie, che rinegoziando il mutuo tornano a pagare le rate più leggere del 2006, più adeguate ai loro stipendi che certo non sono cresciuti quanto sono cresciuti i tassi di interesse. Ma c`è anche l`altra faccia della medaglia: che le banche da questa operazione non vogliono rimetterci, e che lo Stato non ci mette nemmeno un euro. Quindi pagherà il cliente. Se si prende l`accordo per quello che è, e non ci si aspetta una fantascientifica cancellazione del debito che ci è accollati, qualche aspetto positivo l`accordo Tremonti-Abi ce l`ha. Innanzitutto obbliga le banche che firmeranno la convenzione a rinegoziare il mutuo. Obbligo che prima non c`era. “Credo che tutte le banche aderiranno alla convenzione“, dice il presidente di Intesa San Paolo, Giovanni Bazoli, aggiungendo anche però che “molte banche avevano già cominciato a rinegoziare con i clienti a condizioni migliorative“. E poi, quando si rinegozia, e si passa al tasso fisso, non è più possibile tornare indietro. Il nuovo meccanismo invece consente ai mututari di tornare al variabile se i tassi di mercato torneranno ad essere più convenienti di quelli che si pagano con la rata fissa. Vuol dire scendere sotto il 3,10% che è più o meno la media dei tassi del 2006. Oggi siamo al 4,78%. Detto questo dobbiamo aver ben chiaro che quello che si risparmia adesso con le rate più leggere dovremo pagarlo al momento dell`estinzione del mutuo, il che significa un allungamento della durata del prestito. E` impossibile stabilire quanto sarà, perchè dipenderà dall`andamento dei tassi di interesse. E` come se la banca ci facesse un finanziamento sui soldi che non le diamo. Finanziamento sul quale pagheremo poi un interesse (tasso Irs decennale più uno spread dello 0,5%). “Il governo ha sbandierato un accordo che prevede un risparmio pari a circa 850 euro all`anno per circa 1 milione e 250 mila famiglie, peccato che la notizia sia falsa“, dice l`Aduc. Che critica il fatto che “il governo non abbia deciso di dare attuazione a quello che è previsto nella Finanziaria 2008, cioè la sospensione di alcune rate da pagare per le famiglie che sono in difficoltà“. Tutte le associazioni, dall`Adiconsum all`Adusbef, al Codacons sono concordi nel chiedere al governo di dare un`informazione corretta invece di ricorrere a “spot propagandistici“.

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