22 Maggio 2008

Mutui, accordo Governo-Abi: si puo` rinegoziare la rata

Mutui, accordo Governo-Abi: si puo` rinegoziare la rata

Ieri è stato presentata un`intesa tra l`Abi, l`Associazione Bancaria Italiana, ed il Governo per consentire alle famiglie in difficoltà di rinegoziare i mutui a tasso variabile accesi prima del 2007. In sostanza, il provvedimento prevede che, per chi accede alla rinegoziazione, il mutuo diventa a rata fissa, il cui importo è quello pagato in media nel 2006, mentre la durata resta inizialmente invariata e il suo eventuale allungamento dipenderà dall`andamento dei tassi di interesse. “L`iniziativa – ha dichiarato il presidente dell`Abi, Corrado Faissola – viene incontro a quelle famiglie che si sono trovate in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo dopo i rialzi dei tassi di interesse decisi dalla Bce dalla fine del 2005“. Questo provvedimento, che si aggiunge alla “attività molto consistente di rinegoziazione dei mutui“ avviata dalle banche già dal 2007, “sarà possibile estendere ad una più ampia platea di famiglie l`opportunità di ricorrere alla rinegoziazione con un`unica procedura, semplice e trasparente. La Convenzione è la prima conferma dell`impegno fattivo che abbiamo annunciato al Governo per contribuire alla ripresa del Paese e della sua economia“. Anche se l`Abi dichiara che questa Convenzione sarà sottoscritta entro 30 giorni, non tutti sono concordi nel pensare che di fatto si tradurrà in qualcosa di concreto e positivo per chi ha un mutuo. Secondo alcuni, ad esempio il Codacons, questo provvedimento promesso con così tanta enfasi non vedrà mai la luce, al pari del “famoso” decreto Bersani sulle liberalizzazioni che è stato poi disatteso dalle banche. Personalmente, pur apprezzando il fatto che questo governo ha posto tra i primi problemi quello delle famiglie e sta tentando di dare sollievo a sempre più poveri stipendi con ogni mezzo, ho qualche perplessità. Ad esempio: la nota dell`Abi e le dichiarazioni di Tremonti fanno riferimento all`aumento dei tassi decisi dalla Bce alla fine del 2005; visto che nella presentazione del provvedimento si parla di tassi medi per il 2006, mi sono preso la briga di andare a vedere questi tassi medi negli anni precedenti. Di solito le banche utilizzano, come parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile, il tasso Euribor a 3 mesi. Ebbene, con grande sorpresa, ho rilevato quanto segue: Euribor 3 mesi – tasso medio 2006: 3,11% Tasso medio 2005: 2,21% Tasso medio 2004: 2,13% Tasso medio 2003: 2,37%. Come vedete, i tassi del 2006 non erano poi così convenienti, anzi… sono i più alti del periodo. Siccome sono abituato a pensar male (e di solito raramente si sbaglia, nell`essere malfidenti), devo pensare che anche questo provvedimento rientra in una demagogia ormai divenuta abitudine nella classe politica e non posso non pensare che se con i tassi del 2006 si aiutano 1.325.000 famiglie (come dichiarato dall`Abi), forse con i tassi 2005 o 2004 (con ben 1 punto percentuale di differenza) se ne sarebbero aiutate molte di più. Insomma, Berlusconi ha voluto dare un colpo al cerchio e uno alla botte: far vedere al Paese che lui sta pensando alle misere tasche degli italiani senza però danneggiare troppo la potente corporazione dei banchieri e dare un dispiacere alle povere banche.

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