22 Maggio 2008

Abolita l`Ici sulla prima casa

Via libera all`abolizione dell`Ici sulla prima casa, detassazione sugli straordinari per alcune fasce di lavoratori e annuncio di un`intesa con le banche sui mutui a tassi variabili. Sono alcune delle decisioni assunte dal consiglio dei ministri per “dare sollievo ai cittadini“ come ha detto il ministro Tremonti. Il costo per i primi due provvedimenti sarà di 2,8 miliardi che sono coperti, assicura il governo, con tagli alla spesa. MUTUI AL 2006 – Con l`accordo tra banche e ministero dell`Economia le famiglie che ne faranno richiesta potranno avere la ristrutturazione del mutuo (stipulato prima del 1 gennaio 2007) trasformando il tasso da variabile a fisso e l`entità della rata resterà quella del 2006. Al termine del contratto si allungherà però il tempo del pagamento in caso di crescita dei tassi. Se questi scenderanno, i cittadini saranno invece rimborsati. Scetticismo è stato espresso dalle organizzazioni dei consumatori. Per il Codacons l`accordo “sarà intile perché le banche non daranno mai attuazione pratica all`innovazione“. Per la Federconsumatori “perché si possa rispariare sulla rata del mutuo il vero problema è che il tasso praticato dalla Bce deve arrivare al 3%“. L`Adoc ritiene che si tratti “di una mossa dell`Abi che mette le mani avanti sul fronte dei mancati pagamenti dei cittadini che non hanno più soldi per pagare i mutui“ e l`Adiconsm ammette “di avere difficoltà a individuare quali siano i vantaggi“. VIA l`ICI – Nel pacchetto fiscale è sancita l`annunciata abolizione dell`Ici sulla prima casa L`esenzione scatterà sin dal versamento del 18 giugno e riguarderà complessivamnte circa 28 milioni di immobili. Dall`abolizione saranno esclusi castelli, ville e case signorili (poco più di 72 mila immobili). La base della misura è quella decisa dal governo Prodi, gli immobili già detassati al 40% e che, ora, godranno di una detassazione totale. Il risparmio medio sarà di 73 euro a famiglia (da un minimo di 40 a un massimo di 106), e il costo complessivo sarà di circa 2 miliardi che dovranno però ritornare ai Comuni. STRAORDINARI – Sulle ore lavorate in straordinario il consiglio dei ministri ha varato una cedolare secca del 10% con un`aliquota che si applica ai redditi non superiori ai 30 mila euro e su un plafond complessivo di 3000 euro (tre ore extra e le altre parti variabili della retribuzione). Dalla misura, sperimentale per sei mesi, sono stati esclusi i pubblici dipendenti.

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