15 Maggio 2008

L`Istat: “Più 3,3% ad aprile“. I consumatori al governo: “Misure urgenti“

L`inflazione continua a crescere. Ad aprile rispetto a marzo, i prezzi sono saliti dello 0,2%, ma rispetto allo stesso periodo di un anno fa del 3,3%. A trainare il carovita al rialzo, sono ? come sta accadendo da tempo ? i prodotti alimentari e non solo pane e pasta, ma anche la frutta. L`Istat che ieri ha pubblicato i dati definitivi di aprile ha spiegato che gli aumenti congiunturali più significativi, oltre agli alimenti, si sono registrati per i capitoli di abitazione, acqua, elettricità e combustibili, tutti cresciuti dell`1,5%. Quello che preoccupa di più le associazioni dei consumatori, però, è il comportamento dei prodotti alimentari che da mesi proseguono la loro corsa al rialzo. In particolare il prezzo del pane rispetto a un anno fa è cresciuto del 13%, mentre quello della pasta del 18%. In salita anche i prezzi di latte, formaggi e uova, aumentati dell`8%. Non è da meno la frutta cresciuta del 5,7%. Per gli ortaggi e per la carne, invece, si registra una decelerazione della crescita: al 3,3% dal 4,2%, e al 3,7% dal 3,9%. L`aumento dei prezzi ? secondo un`analisi della Coldiretti ? ha favorito la contrazione dei consumi a tavola, con riduzioni record per il pane, che scende del 5,5% e della pasta, a meno 2,5% ma anche di altri prodotti solitamente consumati dalle famiglie, con un meno 0,4%. Inoltre, l`associazione che riunisce i coltivatori diretti ha sottolineato ancora una volta come dal campo alla tavola il prezzo si moltiplichi e per combattere i rincari ha presentato al nuovo governo un progetto per favorire l`apertura in ogni città di un mercato per la vendita diretta da parte degli agricoltori di prodotti locali. Le associazioni dei consumatori fanno quadrato chiedendo al governo dei provvedimenti in grado di contrastare il carovita e tutelare il potere d`acquisto di cittadini e famiglie, messo a dura prova dagli aumenti che si susseguono senza sosta dall`ingresso della moneta unica. Il Codacons nel sottolineare che gli aumenti dei prodotti alimentari ma anche di benzina e gasolio peseranno sulle tasche dei cittadini all`incirca 1.300 euro al mese, chiede al governo un pacchetto di misure da adottare subito per frenare la corsa dei prezzi. Nel dettaglio l`organizzazione guidata da Carlo Rienzi chiede il “rafforzamento di Mr. Prezzi“ e la creazione di un Dipartimento ad hoc dedicato ai consumatori con la possibilità di sanzionare le speculazione e, allo stesso tempo, che studi misure concrete contro il carovita. Il Codacons, inoltre, insite già da tempo in favore della liberalizzazione dei saldi tutto l`anno, dando ai commercianti la possibilità di scegliere quando applicare gli sconti e il triplo prezzo sull`ortofrutta (origine, ingrosso, dettaglio) così da limitare i ricarichi dal campo alla tavola. Per Adusbef e Federconsumatori, invece, il dato rilevato dall`Istat e definito al 5,1%, sulla spesa di tutti i giorni, è sottostimato. Solo per le ricadute dei costi energetici pari a 660 euro e dei prodotti agroalimentari con aumenti che sfiorano i 485 euro, comportano un`inflazione al 3,8%. L`unica via per contrastare questo trend ? ricordano le due organizzazioni ? è proseguire sulla strada delle liberalizzazioni e intervenire attraverso strumenti fiscali, incrementando di almeno mille euro l`anno il potere d`acquisto delle famiglie a reddito fisso.

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