15 Maggio 2008

Mutui, le banche nel mirino dell`Antitrust per la portabilità

ROMA – Il faro dell`Antitrust si accende sul gotha del settore bancario italiano, accusato di “pratiche commerciali scorrette“ nell`applicazione della legge Bersani sulla portabilità dei mutui. Dopo più di un anno dalla sua emanazione, la normativa dell`ex ministro per lo Sviluppo Economico “è rimasta inattuata“, ha spiegato il presidente dell`Antitrust, Antonio Catricalà, annunciando l`avvio dell`istruttoria su 10 gruppi bancari attivi in Italia, non “per intesa tra banche, ma per pratica commerciale scorretta“. Nel mirino, il gruppo Unicredit, Intesa San Paolo, Bnl, Monte dei Paschi di Siena, Antonveneta, Deutsche Bank, Banca Popolare di Milano, Ubi Banca, Carige e Banca Sella. Soddisfazione da parte dei consumatori, con il Codacons che stima in 5,9 miliardi di euro il danno derivante dai “comportamenti scorretti delle banche che non applicano le disposizioni“ del pacchetto Bersani, spiega l`Aduc, mentre Adusbef e Federconsumatori chiedono sanzioni per quelle banche che non hanno rispettato la legge. Una posizione già espressa dallo stesso Catricalà all`inizio d`aprile, quando Altroconsumo aveva presentato una relazione che è adesso diventata la base d`azione per l`Autorità Antitrust. La portabilità del mutuo e la surroga dell`ipoteca da un istituto all`altro dovrebbero avvenire gratuitamente e la stessa Associazione Bancaria Italiana ha sottolineato che per gli utenti non debba esserci alcun onere economico. Ma la maggior parte delle banche chiede ancora oneri elevati per accollarsi un mutuo contratto con un altro istituto, tanto che il rapporto di Altroconsumo aveva messo in luce come solo 2 banche su 40 rispettavano la norma della portabilità. “Ci sono rinunce a cambiare solo per i costi – ha spiegato Catricalà – e denunce di cittadini secondo le quali le banche negano la surrogazione e propongono un contratto analogo ma con costi insormontabili. Abbiamo evidenze che questo succede e prove sufficienti per dieci banche“, ha spiegato il Garante, che ad aprile aveva però lamentato la carenza di strumenti di intervento adeguati. “L`apertura di istruttorie per pratiche commerciali scorrette non rappresenta una grande timore per il sistema bancario“, aveva sottolineato, chiedendo un “intervento chiarificatore sui poteri coercitivi“ e sugli “strumenti sanzionatori“ che “noi e altre autorità dovremmo avere“.

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