Contro chi l’azione risarcitoria collettiva?
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fonte:
- Il Mattino
Contro chi l’azione risarcitoria collettiva?
Carissimo amico Lubrano, non mi resta che sfogarmi con lei. Ogni giorno ce n’è una e sempre a danno del cittadino-consumatore. Una volta il fisco ci spedisce una cartella pazza, un’altra è il gestore telefonico che ci fa pagare in bolletta un servizio non richiesto (tipo la segreteria telefonica che io non ho mai voluto), un’altra ancora è la posta che dimentica di distribuire la corrispondenza (a Milano per mesi da novembre a gennaio si sono accumulate nei centri di smistamento tonnellate di lettere, a S.Agnello di Sorrento manca il postino per settimane, come le ha scritto una lettrice qualche mercoledì fa) e ora sta tornando alla ribalta la magagna dei contatori del gas. Io vorrei sapere da lei in quali casi è possibile, con l’entrata in vigore della legge sull’azione collettiva risarcitoria, ossia la famosa «class action», rivalerci nei confronti delle aziende che ci rendono la vita difficile.
Michele Passione – Napoli
La legge, sara bene ricordarlo, entra in vigore dal prossimo 1 luglio. L`azione risarcitoria collettiva è stata introdotta dalla Finanziaria 2008 ed è sancita ora anche dal Codice del Consumo (art. 140 bis). Ne ho parlato qui nel novembre scorso in coincidenza dell`approvazione. Essa, per chi non lo sapesse ancora, consente di adire le vie legali con un`unica causa per ottenere il risarcimento dei danni subiti da un`azienda. Esempio classico: le centinaia di migliaia di risparmiatori truffati dalla Parmalat di Callisto Tanzi. E in America dove la class action nacque più di 70 anni fa, la causa per il risarcimento dei risparmiatori d`oltreoceano danneggiati delle azioni Parmalat è già arrivata a conclusione. I cittadini che hanno subito lo stesso tipo di truffa o che sono rimasti vittima di un unico inganno, devono intraprendere però l`azione risarcitoria attraverso una delle sedici associazioni appartenenti al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti(Cncu). Alcune di esse – per rispondere alla sua domanda – si dicono già pronte a fare la prima mossa. Per esempio la Ctcu di Bolzano, ha deciso di agire nei confronti di Poste italiane per chiedere il risarcimento dei danni provocati dai suoi disservizi (il caso di Milano scotta ancora, se si pensa che la corrispondenza giacente, secondo la denuncia di un sindacato, sarebbe stata inviata al macero) . L`Adusbef si dice pronta a muovere contro le banche per «l`asimmetria dei tassi di interesse». Io stesso, nel mio blog (www.lubranorisponde.info) ho sollevato la questione della «tangente bancomat», ossia la commissione che pretende la nostra banca ogni qualvolta preleviamo denaro contante allo sportello bancomat di un altro istituto. Va da 1,80 a 2,70 euro la gabella, mentre la Cogeban (l`organismo che gestisce gli sportelli automatici) e l`Antitrust hanno raggiunto un accordo in base al quale la parcella giusta è di soli 62 centesimi di euro, capace di coprire tutte le spese di un servizio così utile. Alcune banche (poche) offrono il servizio gratis come in Inghilterra, altre no. Non è un danno per tutti noi, sedici milioni di correntisti? Ed è facilmente ipotizzabile l`uso del nuovo strumento processuale contro le pratiche commerciali scorrette di certi gestori telefonici. Né sarebbe da trascurare l`idea di rivalersi nei confronti di Trenitalia con i ritardi cronici dei treni. Il Codacons a sua volta ha già annunciato di voler perseguire le aziende del gas attualmente sotto inchiesta perchè sospettate di truffa: i loro contatori, malfunzionanti da anni, ci farebbero pagare dal 6 al 15% in più. Su alcuni apparecchi, addirittura, non è stato possibile leggere la data di fabbricazione, tanto sono vecchi; altri risalgono agli Anni Quaranta e Cinquanta. Ad oggi sarebbero circa duemila i contatori su cui la Guardia di finanza ha posto i sigilli. Tutti fuori norma e tanti addirittura da 60 anni. La faccenda, su cui il nostro lettore si sofferma, riguarda circa cinque milioni di famiglie secondo un dato apparso su diversi giornali.
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