Consumatori in rivolta: giù le accise di 30 cent
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
Nuova impennata dei carburanti a quota 1,5 euro – Consumatori in rivolta: giù le accise di 30 cent
roma Prezzo dei carburanti senza freni. Anche ieri benzina e gasolio hanno aggiornato i rispettivi record e tutto lascia pensare che nei prossimi giorni si assisterà a nuovi rialzi. Con il rischio che la verde sfondi quota 1,5 euro e il diesel 1,48. Sempre più allarmate le associazioni dei consumatori, preoccupate per le spese che le famiglie sono costrette a sostenere per coprire i costi della voce «energia». Una voce, sostiene il Codacons, che, in assenza di interventi rapidi, rischia di tradursi, tra carburanti e bollette, in una stangata da 600 euro annui per i cittadini.
Ieri la benzina è volata a 1,483 euro, il gasolio è salito a 1,479 euro al litro. A raggiungere i nuovi picchi è stata l`Agip, che rispetto ai prezzi in vigore alla fine della scorsa settimana ha aumentato di 1,1 centesimi la verde e di 2,4 centesimi il gasolio. Rialzi vicini ai massimi anche per Tamoil, che ha portato la benzina a 1,482 euro e il diesel a 1,478 euro al litro. Anche altre compagnie, inoltre, hanno messo mano ai listini ritoccandoli all`insù. Dati preoccupanti, che si inseriscono, tra l`altro, in un clima di inflazione in rialzo e di frenata della produzione industriale. Proprio ieri l`Istat ha comunicato le stime di marzo, che vedono un calo del 7,4% su base annua (legato anche ad effetti del calendario). Con il segmento dell`auto che arretra del 9,2%. A spingere i prezzi dei carburanti nei distributori è ancora il caro-petrolio, che dopo aver superato la soglia dei 126 dollari al barile venerdì scorso, ieri è salito ancora più su, fino a 126,40, nuovo massimo di sempre. Ma a salire sono anche le quotazioni dei prodotti finiti sul mercato internazionale e, con quest`andamento dei fondamentali, sono le stesse organizzazioni dei gestori a ritenere che anche nei prossimi giorni si continuerà a parlare di record per benzina e gasolio. A meno che non ci sia un intervento di tipo politico o di politica commerciale. A chiederlo, vista la situazione d`emergenza, sono prima di tutto le organizzazioni dei consumatori. In particolare, Adusbef e Federconsumatori sollecitano una «immediata riduzione dell`accisa dai 4 ai 6 centesimi» e insistono perché si agisca rapidamente. Ancora più pesante l`Adoc, che punta a un taglio fino a 30 centesimi di questa componente fiscale, abolendo «le accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004». Una manovra – ha calcolato l`associazione – che comporterebbe «risparmi per 360 euro annui».
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