12 Maggio 2008

Nuove frontiere nella lotta agli insetti, sempre più aggressivi e resistenti

MILANO. Siamo a maggio e già in molte città si parla di emergenza zanzare. In pianura soprattutto, dove riempiono i corsi d`acqua di larve. Ce ne sono di tutti i tipi, pronte ad invadere ogni camera da letto. E – fallito il tradizionale ricorso agli insetticidi – i Comuni stanno studiando rimedi diversi, dal ricorso ai pipistrelli ai pesci divora-larve. Uno studio condotto da Astra Ricerche in collaborazione con Vape Foundation (organizzazione senza fini di lucro) dice che nel Lazio è già psicosi zanzare: il 65% degli abitanti di questa Regione considera assai grave il problema degli insetti e l`88% si sente addirittura perseguitato dalle zanzare. Lo stesso accade in Lombardia, dove cambiano soltanto i numeri: a sentirsi perseguitato sarebbe l`82 per cento degli abitanti. E l`associazione dei consumatori Codacons prevede che l`estate a Milano sarà terribile. “Il Comune ha smesso di disinfestare da fine ottobre. Di conseguenza, ora che le temperature hanno iniziato ad oscillare tra i 16 ed i 20 gradi centigradi, le zanzare hanno iniziato a moltiplicarsi in modo esponenziale“. Le zanzare appartengono all`ordine dei Ditteri: 35 generi e 2700 specie più o meno aggressive. Ne esistevano di simili alle moderne già nell`Oligocene e nell`Eocene. Insomma: ci sono da un bel po`, ed è difficile mandarle al tappeto. La novitàè che negli ultimi anni, in Italia, sono arrivate nuove specie d`origine tropicale. Versioni incattivite, come la famosa e famigerata zanzara tigre, l`Aedes albopictus. I primi avvistamenti risalgono al `90, a Genova. È quella piccola, a strisce bianca e nere, attacca anche di giorno. In Emilia, l`anno scorso, ha trasmesso la febbre Chikungunya e il Dengue. Roba da Birmania o Brasile, ma si sa che il clima è cambiato e che c`è la globalizzazione. Allora tutti all`erta: in ogni zona d`Italia sono già all`opera operatori anti-zanzare foraggiati dalle amministrazioni pubbliche. Le strategie di prevenzione cambiano da zona a zona. Per rovinare la discendenza di queste bestie normalmente si predispongono ovitrappole per le larve o si disinfestano i corsi d`acqua con prodotti chimici. Negli ultimi anni l`approccio è cambiato. Con la chimica si ottenevano spesso risultati temporanei; si danneggiava l`ambiente. Ora l`etologia dà una mano: la formula magica è la “lotta biologica integrata“. Marco Marini, docente all`Università di Bologna, spiega ai suoi studenti di entomologia che ormai “i prodotti chimici impiegati appartengono alla classe degli esteri fosforici a bassissima tossicità per pesci ed altri vertebrati. Una soluzione alternativa e maggiormente selettiva consiste nell`utilizzo di regolatori di crescita, ormoni giovanili o derivati dell`urea che bloccano lo sviluppo delle larve e delle pupe“. Più creativo l`uso del Gambusia affinis: un piccolo pesce d`acqua dolce importato dal Messico e dagli U.S.A. dal 1922 per combattere le zanzare malariche. Mangiano tante larve quanto sono grassi. Divoratori alla difesa della nostra pelle. Il pesciolino vive nell`acqua stagnante, anche in contenitori deposti sul balcone. Uno studio del Cnr ha confermato la sua efficacia. E Federcoopesca-Confcooperative sta impiantando una serie di allevamenti per lanciare un business che farà concorrenza allo spray insetticida. Ma ci sono altri rimedi. A Firenze hanno pensato di chiamare Batman. Non proprio lui, ma i pipistrelli, ottimi cacciatori. Il Comune di Fiesole ha fatto costruire delle casette di legno dette bat-box. Se ne parla nel libro “Nostre eccellenze“ (Chiarelettere). Anche i privati cittadini le appendono. Più odorosa la trovata di un comune del modenese: l`aglio. Per le zanzare è letale. Quindi: perché non riempire i parchi di questa aromatica sostanza? Un`alternativa al solito: aiuole di gerani, lavanda, citronella. In questa guerra, i soldati chiamati in difesa della patria sono tutti: occorre combattere qualsiasi causa che provochi ristagno d`acqua come barattoli, pneumatici usati, ammassi di rifiuti organici, pozzanghere. Ma anche curare le cavità dei tronchi; evitare l`utilizzo dei sottovasi, coprire i bidoni, i fusti e le vasche per l`irrigazione; rinnovare l`acqua nelle caditoie dei cortili; falciare l`erba di scoline e fossi; controllare le grondaie. Usare le zanzariere e i repellenti.

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