11 Maggio 2008

Perché mandare il nonno alla Ca’ d’Industria?

Perché mandare il nonno alla Ca’ d’Industria? A conti fatti costa meno, molto meno, assumere una badante. A fare questa riflessione sono le associazioni dei consumatori e i sindacati dei pensionati di Como. La retta media mensile nelle strutture della casa di riposo comasca si aggira intorno ai 1.500-1.600 euro. La busta paga per una persona che assiste a domicilio l’anziano non arriva ai mille. A tutto questo si deve aggiungere l’aumento delle tariffe annunciato l’altro giorno dal presidente della Ca’ d’Industria, Domenico Pellegrino. Entro maggio le rette saranno aumentate in media del 5%. Cioè di 2,5 euro al giorno, per un totale, quindi, di 75 euro in più ogni mese. Da più parti sono piovute le critiche. A partire dai sindacati. "Anche se oggettivamente la Ca’ d’Industria sta provvedendo a migliorare i servizi – commenta Alfredo Puglia dei Pensionati Cisl di Como – l’aumento del 5% è comunque troppo alto e non è sostenibile né per le tasche delle famiglie che hanno a loro carico il mantenimento dell’anziano né, a maggior ragione, per il pensionato che si mantiene da solo. È altresì vero che la casa di riposo dei comaschi non può più contare, ormai da diverso tempo, su nessuno aiuto da parte della città e delle istituzioni che se ne lavano le mani. Ciò non toglie che se un pensionato è anche solo parzialmente autosufficiente, non gli conviene spendere 1.500-1.600 euro per essere ospitato in una struttura. Costa di meno assumere una badante". Stessa riflessione arriva dalle associazioni dei consumatori.  Mauro Antonelli, presidente del Codacons di Como, spiega che "una badante può anche costare la metà rispetto alle rette della Ca’ d’Industria. "Dunque – continua Antonelli – può non convenire ricoverare un anziano nella casa di riposo. Quanto agli aumenti bisogna dire che questa è l’ennesima dimostrazione di come vanno le cose in Italia. Aumentano tutte le tariffe, tutti i prezzi, tutti servizi, ma gli stipendi e le pensioni restano uguali. Un conto sarebbe stato se la Ca’ d’Industria avesse incrementato i prezzi solo in proporzione all’indice Istat, ma alzarli del 5% è un’esagerazione".  A questo punto il presidente del Codacons si rivolge agli enti locali: "Il Comune, per esempio, potrebbe provare a intervenire, sia dialogando con l’amministrazione della casa di riposo, sia cercando il modo di contribuire con un sostegno economico. La Ca’ d’Industria, del resto, è la casa di riposo dei comaschi, però ha anche un valore e una funzione sociale. Pertanto deve impegnarsi a tutelare dagli aumenti le fasce più deboli dei suoi ospiti". La pensa così anche Puglia: "Oggi la Ca’ d’Industria ha una sessantina di ospiti le cui rette sono integrate dal Comune. Saremmo felici se questa fascia di ospiti fosse più numerosa".

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