Fisco on line Indagato direttore Agenzia entrate
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fonte:
- Il Manifesto
Roma La decisione era presa già all`indomani della perquisizione nella sede dell`Agenzia delle entrate e al ritrovamento dell“`ordine“ con cui, il 30 aprile, il direttore Massimo Romano ha fatto mettere on line i redditi di tutti gli italiani per l`anno 2005. Ma, poi, i pm di Roma Franco Ionta e Francesco Polino hanno voluto soppesare ogni cosa e aspettare l`ultima parola (negativissima) del Garante della privacy. Ieri però si sono decisi: il dirigente è stato iscritto al registro degli indagati con l`accusa di aver violato la privacy degli italiani. Secondo la legge rischia fino a tre anni di carcere anche se, di qui in avanti, la procura dovrà riuscire a dimostrare che abbia agito “dolosamente“ per ottenere un vantaggio o per danneggiare i contribuenti. L`iniziativa di piazzale Clodio è propedeutica alla convocazione in procura di Romano, cui è stato inviato un invito a comparire nei prossimi giorni. Il direttore dell`Agenzia delle entrate dovrà fornire chiarimenti anche sui tempi di esecuzione del provvedimento che, datato 5 marzo, è stato attuato soltanto a fine aprile. Per il momento, dalle carte a disposizione dei magistrati non emerge alcuna altra responsabilità. Consegnando tutti gli atti, Romano ha fatto mettere a verbale che la decisione è stata soltanto sua e che l`ex viceministro dell`economia non ne sapeva alcunché, anche se è presumibile che, nel corso dell`interrogatorio, gli venga chiesto se la decisione di divulgare via internet le informazioni sia stata autonoma o se rispondesse a precise direttive di natura politica. Intanto, il fascicolo che conteneva la denuncia del Codacons, arrivata oggi a piazzale Clodio, è stato riunito con quello aperto dal procuratore aggiunto Ionta sabato scorso. E l`associazione dei consumatori s`è fatta sentire ancora: “Al di là dell`aspetto penale – dice il presidente, Carlo Rienzi – la cosa che riteniamo fondamentale è una severa punizione nei confronti di chi si è reso responsabile della pubblicazione dei redditi dei cittadini su internet“. Da giorni, poi, gli uomini della Polizia postale lavorano a ricostruire i traffici telematici nati dalla diffusione on line di tutti quei documenti. Dieci giorni fa, il garante era riuscito a bloccare con un provvedimento urgente il sito dell`Agenzia delle entrate. Eppure, nelle poche ore in cui quei redditi sono rimasti on line gli accessi sono stati moltissimi: stando ad una verifica della Postale, dalla mezzanotte del 29 alle 14 del 30, un milione di utenti ha scaricato l`intera documentazione dal sito. E, da allora, quei file hanno continuato ad essere scambiati di sito in sito, in più di un blog è possibile acquistare una lista a piacimento per qualche moneta. Gli autori di queste offerte ora rischiano quanto e forse più del direttore Romano: l`articolo 167 del testo unico sulla privacy specifica che a finire in carcere è chi riesce a lucrare dalla diffusione di dati sensibili, la cui commercializzazione o diffusione sia stata espressamente vietata dall`Authority.
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