Processo Cobas, “L’Italia supera le quote da 13 anni”
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fonte:
- La Stampa
Robusti torna al Parlamento europeo
Funzionari di Bruxelles ammettono irregolarità
Ha rischiato un nuovo clamoroso rinvio il primo processo ai Cobas del latte
ripreso ieri a Saluzzo. Udienza fiume durata quasi otto ore, con giallo
iniziale legato alla mancata notifica dello slittamento del dibattimento dal
5 al 7 maggio a uno degli imputati, Pierluigi Vicino, di Pinerolo (Torino).
La difesa ha chiesto di far slittare tutto, contrari accusa e parte civile.
Schermaglie e tensione in aula, poi il collegio di primo grado presieduto da
Alberto De Alessandri ha deciso di stralciare la posizione del singolo
allevatore in attesa di risolvere la questione formale. E il processo è
proseguito con la deposizione di due funzionari europei, l’olandese Bridget
Harrison Engwegen ed Emmanuel Petel, francese, della Direzione generale
agricoltura di Bruxelles, interrogati dal pm Maurizio Ascione e dagli
avvocati dei produttori sotto accusa. "Il sistema quote venne introdotto per
evitare un collasso dei prezzi dovuto a eccesso di produzione – ha ricordato
Petel -. Anche oggi, un singolo allevatore non può compensare da solo la
propria produzione in meno o in eccesso, che si calcola per singola annata.
E la decisione spetta esclusivamente allo Stato membro". "L’Italia supera le
quote ogni anno dal ’95. E nel ’99 chiese di abolire il regime comunitario –
ha ammesso in aula Harrison Engwegen -. Per ottenere i pagamenti, in parte
saldati con denaro pubblico, l’Ue riduce gli aiuti comunitari. Questo può
fare incorrere il Paese in una procedura di infrazione perché l’aiuto di
Stato non è lecito, ma finora non è mai accaduto". Il processo per la
presunta truffa scoperta da Procura e Finanza saluzzese dura dall’anno
scorso. In 56 devono rispondere di nove capi d’imputazione, fra i quali
l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e
dell’Unione Europea e l’esercizio abusivo del credito. Secondo le stime
della Procura, l’ammontare complessivo del raggiro supera i 240 milioni di
euro. L’udienza preliminare si e’ aperta mercoledì 7 febbraio 2007; è del
successivo 9 maggio il rinvio a giudizio di tutti gli indagati. Il processo
– il primo del genere in Italia – è iniziato il 10 ottobre scorso. Parti
lese sono Coldiretti, Associazione regionale Produttori latte, Codacons,
Confagricoltura, Cia, Piemonte Latte, Confcooperative, Comunità Europea,
ministero per le Politiche agricole, Agenzia per le erogazioni in
agricoltura e Regione. Prossima udienza il 12 giugno, quando verranno
ascoltati i primi testimoni della difesa: il professor Alberto Germanò e il
generale della Finanza Natalino Lecca, già nella Commissione di indagine
sulle quote. Ieri mattina nell’aula al primo piano del Palazzo di giustizia
di corso Roma è tornato il leader dei Cobas cuneesi Antonino Bedino, da un
anno alla sbarra con altri 55 splafonatori. Fra gli avvocati difensori, in
prima linea, anche Giovanni Robusti, di Torre de’ Picenardi (Cremona).
Robusti è fra gli imputati "eccellenti" del maxi processo, e presto, da
quanto si è appreso proprio ieri, dovrebbe tornare a sedere al Parlamento
europeo per gli ultimi mesi di legislatura, dopo il forfait di Umberto Bossi
fra i banchi della Lega Nord. Alle ultime elezioni era infatti risultato il
primo escluso del Carroccio.
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