Base Usa, il Tar ordina: Mostrate il nulla osta
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- Giornale di Vicenza
Il Tribunale amministrativo regionale dà ragione a Codacons e Comitati cittadini e chiede al Governo di rendere nota la documentazione sul sì di Prodi Base Usa, il Tar ordina “Mostrate il nulla osta“ di Alessandro Mognon Ci sono voluti due anni. Ma finalmente si riuscirà a leggere quel nulla osta del governo Prodi alla base Usa che mai occhio umano, (soprattutto a Vicenza) è riuscito a vedere. Lo hanno deciso due giorni fa i giudici del Tar del Veneto, che hanno accolto la richiesta d`urgenza presentata dall`associazione dei consumatori Codacons assieme ai Comitati del No Dal Molin, Famiglie per la pace, Più Democrazia, Beati i costruttori di pace, Rete Lilliput e Vicenzattiva. E hanno fissato anche una data: entro il 25 maggio il ministero della Difesa dovrà mettere a disposizione degli avvocati tutta la documentazione. Una decisione rapida che ha colto di sorpresa lo stesso avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons che con altri legali ha firmato il ricorso: “Ci hanno dato ragione? Adesso mi faccio mandare l`ordinanza – dice -. Comunque lo avevamo previsto. E ora con quel nulla osta in mano potremo chiedere la sospensione dei lavori nella base di Vicenza. Insomma, abbiamo sfondato il muro di omertà…“. Non bastassero i due anni di silenzio (il progetto della nuova base Usa al Dal Molin fu presentato in Comune giusto il 25 maggio del 2006), a far arrabbiare Codacons e No base durante l`udienza era stato anche il comportamento dell`Avvocatura dello Stato. Che aveva chiesto un rinvio “per consentire alla nuova compagine governativa di prossimo insediamento un`ulteriore valutazione“. Traduzione: adesso la grana se la becca Berlusconi. In questo modo restava però bloccata la possibilità per i ricorrenti di chiedere lo stop all`ampliamento dell`aeroporto. E il Tar ha detto no: governo nuovo o meno, quelle carte si tirano fuori adesso. In più per il presidente della prima sezione del Tribunale amministrativo regionale Bruno Amoroso l`avvocatura dello Stato deve farsi da parte “considerato che il diritto d`accesso dev`essere esercitato presso l`amministrazione di riferimento e non presso il suo difensore“. Quindi entro il 25 maggio i documenti devono essere in visione al ministero della Difesa. Una vittoria anche per Giancarlo Albera, portavoce dei Comitati: “Bella coincidenza, giusto due anni dall`inizio di questa storia. Ma non scordiamo che nel ricorso abbiamo denuciato anche due ministeri, la Repubblica italiana e gli Stati Uniti, colpevoli di omissione di atti d`ufficio e violazione di tre articoli della Costituzione“. Sono l`art. 11 (L`Italia ripudia la guerra), 80 e 87 (per i trattati internazionali di natura politica è d`obbligo la ratifica del Parlamento) e anche di aver ignorato i trattati dell`Ue che richiedono il parere del Consiglio europeo nelle decisioni di politica estera e sicurezza comune. “Anche il Comune di Vicenza è colpevole di omissione – continua Albera -, oltre a non aver mai trasmesso quei dati che erano di sua competenza. Per questo abbiamo spedito a Bruxelles una petizione per denunciare la mancanza di controlli e verifiche sui rischi ambientali della base“. Prossima tappa? Il 18 giugno. Quando con quel nulla osta del governo sul tavolo (primo documento ufficiale sul caso Dal Molin) il Tar, in attesa della decisione di merito, potrebbe anche dire stop ai lavori della nuova base.
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