30 Aprile 2008

Centralini in tilt e sportelli affollati per le superbollette dell`acqua

Nel mirino i conguagli choc ma non solo, con utenti invitati a pagare anche migliaia di euro. Ne sanno qualcosa anche le associazioni dei consumatori che ogni giorno raccolgono segnalazioni legate a costi e bollette. Che la spesa per i consumi idrici fosse la più pesante per le tasche degli umbri, lo ha certificato l`Osservatorio regionale tariffe e tributi locali che ha fotografato la situazione al 2006. Data alla quale, una famiglia monoreddito (18.605 euro), con quattro componenti ed un consumo di 200 metri cubi annui di acqua (secondo la ricerca Regione-Aur riferita all`onere sostenuto per un paniere di beni) risulta che per il servizio idrico integrato spendeva 406,40 euro. Il costo più alto in regione condiviso con tutti i comuni dell`Ato numero uno, fatta eccezione per i sei municipi del bacino Costacciaro-Sigillo-Fossato di Vico, dove la spesa annua scende a 327,50 euro. Considerando la spesa, Iva inclusa, per la stessa famiglia tipo che consuma 200 mc per acqua, fognatura e depurazione, il costo è di 288 euro, importo che nel 2007 è passato, come specificato da Umbra Acque, a 300,21 euro. Aggiungendo il 10% di Iva, l`importo arriva a 330,23 euro segnando un incremento – considerando tale tipologia di consumo – del 14,66%. “Per quanto riguarda le tariffe – spiega il presidente Angelo Zucchini -, in base alla delibera dell`Ato numero 1, l`aumento 2007 è stato del 7% rispetto all`anno precedente per ogni fascia di consumo e per ogni tipologia di utenza. Sono rimaste invece invariate le fasce di consumo“. Secondo Umbra Acque, inoltre, la distribuzione dei consumi nelle varie fasce (4 quelle contemplate dal sistema tariffario adottato) per circa 64 mila utenti dei 37 comuni di riferimento, il 39%, scatta la seconda fascia con costi annui in bolletta (Iva esclusa) che variano da 76,19 a 173,00. Il 28% delle utenze domestiche servite (circa 46mila) ha invece un costo annuo complessivo oscillante tra 29,1 e 76,19 euro; il 23% (circa 37mila contatori) ha invece un costo tra 173 e 370,84 euro. Solo il 10% del totale sarebbe invece da riferire a “grandi consumatori“ (o spreconi) con oltre 240 metri cubi di acqua ed una spesa annua che supera i 370,84 euro. “Per le famiglie numerose – aggiunge Zucchini – l`Autorità di ambito numero 1 ha inoltre adottato politiche di contenimento dei prezzi a metro cubo concedendo faasce con ampiezza doppia rispetto agli altri nuclei“. Da evidenziare, la differenza di spesa nel caso di contratti di non residenti. In caso di cambio di abitazione, anche di nuova costruzione, la nuova situazione anagrafica, una volta perfezionato in comune il cambio di residenza, va comunicata all`Umbra Acque per non incorrere in brutte sorprese in bolletta. Secondo i dati dell`Osservatorio, infatti, nella fascia di consumi compresa tra i 140 ed i 160 metri cubi, il differenziale di spesa annua si aggira sui 100 euro. Questo particolare, insieme alla mancata lettura periodica del contatore, è all`origine delle superbollette recapitate negli ultimi giorni ad utenti dei comuni dell`Ato numero uno. Fatture che hanno scatenato le richieste di informazioni da parte dei destinatari con il numero messo a disposizione da Umbra Acque e gli uffici di Pian di Massiano presi d`assalto. “Ma la risposta che la società fornisce – sottolinea Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – non è esauriente. Non si può rispondere ad un cittadino “la bolletta va pagata“ e stop. Nelle settimane scorse abbiamo seguito il caso di un privato che si era visto recapitare una bolletta da 4.800 euro e che allo sportello si è sentito rispondere che “andava pagata“. C`è poco rispetto delle esigenze anche di informazione, chiarezza e trasparenza del cittadino: almeno per le situazioni estreme sarebbe auspicabile l`avvio di verifiche su contatori e rete a caccia di eventuali anomalie. Invece, non viene detto se ci sono dispersioni, se ci sono problemi col contatore“. Da Umbra Acque, intanto, fanno sapere che in merito a errori od omissioni, “su 480mila bollette domestiche emesse nel 2007, “ne sono state rettificate solo uno 0,2% (960 circa, ndr), comprese quelle per fatti dovuti agli stessi utenti. Nei casi in cui l`errore risulti accertatoo ne consegue la rettifica senza alcun aggravio per il cittadino“. Capitolo tariffe. “La percezione degli aumenti – secondo il Codacons Umbria – è superiore al 7% sbandierato dall`Ato e questo considerando l`effetto delle tariffe a scaglioni. Pretendiamo, inoltre, che almeno una volta l`anno sia fatta la lettura dei contatori per evitare conguagli choc riferiti a periodi superiori all`anno solare“. Sull`effetto combinato aumenti-tariffe a scaglioni, nel periodo 2004-2006, ad esempio, l`Osservatorio regionale (alla cui composizione hanno contribuito le stesse associazioni dei consumatori) parla di aumento del 6,7% generalizzato nei comuni dell`Ato numero uno “ma – si legge nella ricerca – ci permettiamo di sottolineare gli aumenti consistenti (+33,2 e +27,9%) per la prima e seconda eccedenza (150-240 mc e oltre 240 mc) che hanno dovuto sopportare gli abitanti del bacino Assisi, Bettona, Cannara, Gualdo, Massa Martana e quelli del sottoambito Perugia-Corciano (+39,2 e +27,9%).

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