Petrolio a 118,77. Già visti aumenti alla pompa
Torna a correre il prezzo del petrolio. Dopo la riduzione operativa del maggior oleodotto britannico – il BP, che dal Mar del Nord distribuisce circa il 40% della produzione di greggio britannica – e nuovi timori sugli approvvigionamenti, il prezzo del greggio in Asia ha raggiunto quota 119,93 dollari al barile con conseguenze sul prezzo della benzina, per chiudere a New York a 118,77. Ma dall`Opec arrivano notizie ancora peggiori. Secondo il presidente dell`organizzazione dei paesi produttori, Chakib Khelil, non è escluso infatti che il greggio possa raggiungere una quotazione di 200 dollari al barile, nonostante l`ageduato approvvigionamento del mercato, spinto in alto dalla debolezza del dollaro: “Ogni volta che il dollaro perde l`un per cento“ ha spiegato “il prezzo del barile sale di quattro dollari. E viceversa“. Così, anche ieri, il prezzo della benzina ha toccato un nuovo record. Secondo le ultime rilevazioni del Quotidiano Energia, la verde è salita a 1,414 euro al litro. È stata la Esso a ritoccare al rialzo i listini, portando il prezzo consigliato ai gestori al nuovo massimo storico. Immobili invece gli altri marchi che già la scorsa settimana erano arrivati ai massimi tra 1,412 e 1,413 euro al litro. Nessuna variazione per il gasolio che, in quasi tutti gli impianti, è rimasto vicino a 1,4 euro. L`allarme prezzi per gli automobilisti potrebbe però non arrestarsi. Domani scadrà infatti lo sconto fiscale di 2 centesimi deciso dal Governo in applicazione delle misure previste in Finanziaria. In assenza di interventi immediati, a partire dal 1° maggio il costo della benzina potrebbe ulteriormente schizzare a 1,43 euro. L`aumento “folle“ dei prezzi dei carburanti avvenuto negli ultimi mesi determinerà “una stangata di circa 600 euro annui a famiglia“, ha avvisato il Codacons, che ha rivolto un appello al prossimo Governo, suggerendo tre provvedimenti prioritari: apertura immediata della vendita di carburanti presso la grande distribuzione; l`installazione dei “benzacartelloni“ in tutti i quartieri delle città, come incentivo alla concorrenza; la riduzione della pressione fiscale portando il taglio delle accise a 8 centesimi di euro al litro. Le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori fanno notare che i nuovi record si traducono per gli automobilisti italiani in aumenti di 15 euro al mese per la benzina e di 27 euro per il gasolio. Per un totale di “180 euro di aumento l`anno per la benzina e 324 per il gasolio“. Di fronte a questi aumenti, per Federconsumatori e Adusbef, sono “indispensabili interventi strutturali, oltre a quelli di abbattimento del carico fiscale“, interventi “che dovrebbero addirittura aumentare il taglio delle accise, deciso lo scorso 10 marzo“. Le due associazioni, infine, hanno chiesto che sia “eliminato il divario, che si assesta sempre su 4-5 centesimi al litro, tra i costi dei carburanti nel nostro Paese e il resto d`Europa“.
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