L`Opec: possibili 200 dollari al barile
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fonte:
- La Stampa
L`algerino Khelil: quando la valuta Usa perde l`1% il greggio sale di 4 dollari
Non è un annuncio di quelli che tranquillizzano i mercati. Il presidente dell`Opec e ministro dell`energia algerino Chakib Khelil ha detto ieri che “il prezzo del petrolio potrebbe arrivare a 200 dollari al barile“. Cioè 80 dollari in più del record di 119,93 toccato ieri durante la giornata di contrattazioni a New York. E le compagnie italiane ne hanno approfittato per aumentare il prezzo della benzina al nuovo massimo storico di 1,414 euro al litro (con la Esso) mentre incombe l`ulteriore rincaro secco di 2 centesimi che arriverà – se non cambia qualcosa nel frattempo – il Primo Maggio con la fine dello sconto sulle accise dei carburanti. L`algerino Khelil ha fatto il suo ragionamento sul quotidiano nazionale El Mudjahid, che non è proprio il Financial Times o il Wall Street Journal ma stavolta è riuscito ad attirare l`attenzione internazionale. Il numero uno dell`Opec osserva che “ogni volta che il dollaro perde l`uno per cento del suo valore, il prezzo del petrolio aumenta di 4 dollari al barile e viceversa“. Quindi, se il biglietto verde si rafforzasse del 10% il prezzo del greggio si ridurrebbe di 40 dollari al barile, me se la valuta americana proseguisse la sua discesa e lasciasse per strada un altro 20% del suo valore (ipotesi non inconcepibile) ecco che il barile arriverebbe a 200 dollari. A spingere le quotazioni del petrolio ieri è stata anche la notizia di due scioperi in impianti petroliferi della Bp e della Exxon in Nigeria e di un attacco a un terminal della Shell nello stesso Paese, fatti che sono bastati a ridurre (temporaneamente) l`offerta mondiale di greggio del 2,5%. Adusbef e Federconsumatori chiedono al governo di intervenire per fermare la corsa dei listini della benzina e del gasolio. “Di fronte ad aumenti di tale portata – si legge in una nota – si rendono indispensabili interventi strutturali, oltre a quelli di abbattimento del carico fiscale che dovrebbero non solo riconfermare, ma aumentare il taglio delle accise, deciso il 10 marzo scorso“. Rispetto ad aprile 2007, quando la benzina si attestava a 1,26 e il gasolio 1,12 euro, oggi per ogni litro di carburante bisogna sborsare 15 centesimi in più per la benzina e 27 centesimi in più per il gasolio. Con i nuovi rincari, calcolano i consumatori, “gli automobilisti che fanno in media due pieni al mese dovranno far fronte ad aumenti di 15 euro mensili per la benzina e di 27 euro per il gasolio. Su base annua: 180 euro in più per la benzina e 324 per il gasolio“. Allargando la visuale alle maggiori spese per le tariffe di luce e gas, al riscaldamento e ai prezzi alimentari come effetto indiretto del caro-petrolio, il Codacons valuta “una stangata di circa 600 euro a famiglia“ nell`arco del 2008. Nel frattempo cala la fiducia sui biocarburanti: il relatore Onu per l`alimentazione, Jean Ziegler, chiede che siano sottoposti a “una moratoria totale“ in quanto concausa del rincaro dei generi agricoli.
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