Stop allo sconto fiscale, benzina più cara
-
fonte:
- Il Mattino
ANTONIO TROISE Roma. Brutte notizie per il maxiponte del primo maggio. E, questa volta, il meteo non c’entra per niente. La sorpresa, gli automobilisti che si metteranno in viaggio alla fine della prossima settimana la troveranno direttamente ai distributori di carburante, quando dovranno fare il pieno. Dal 30 aprile prossimo, infatti, scade lo sconto fiscale previsto dal governo Prodi per fare fronte al caro-greggio. Il risultato è che dal giorno che celebra la festa dei lavoratori, super e gasolio potrebbero costare 2 centesimi in più al litro. Sarebbe l’ennesimo rialzo dopo quelli decisi dalle compagnie negli ultimi giorni sulla scia dell’impennata del barile sui mercati internazionali. Un trend che aveva fatto segnare nuovi record ai prezzi praticati alla pompa, con la benzina sopra quota 1,43 euro al litro mentre il gasolio, per la prima volta nella storia, ha superato 1,40. Il risultato è che, gli automobilisti che si metteranno in viaggio per il ponte del primo maggio dovranno pagare, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, circa 12 euro in più per un pieno di gasolio e 7 euro se l’auto viaggia a benzina. Nel ponte di inizio maggio 2007 un litro di gasolio costava, infatti, circa 1,15 euro al litro mentre per la benzina erano necessari circa 1,3 euro. Vale a dire, rispettivamente, 25 e 13 centesimi in meno rispetto ai livelli cui rischiano di arrivare, dal primo maggio, i costi dei carburanti in Italia. Lo sconto fiscale sui carburanti è contenuto in uno degli articoli dell’ultima legge Finanziaria e consente, nei fatti, di «congelare» quel circolo vizioso per cui ad ogni aumento del greggio e quindi dei prezzi alla pompa corrisponde anche un incremento del gettito Iva che grava su super e gasolio. Una sorta di «imposta» sul caro-greggio con effetti pesanti per le tasche degli automobilisti. Di qui il meccanismo messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico e che dà la possibilità al governo di emanare ogni tre mesi un provvedimento che, fissato un prezzo medio delle quotazioni del greggio, riduce l’impatto del caro-carburante assorbendo con il taglio delle accise i maggiori incassi dell’Iva. La misura, varata nei primi giorni di febbraio, scadrà però alla fine di aprile. Dopo questa data toccherà ai tecnici dei ministeri rifare i conti sulla base delle quotazioni medie degli ultimi mesi e decidere se e come rivedere le accise che gravano sul carburanti. Complessivamente, il provvedimento, ha di fatto consentito un taglio dei prezzi di super e gasolio di circa 2 centesimi. Ma è difficile che lo sconto possa essere riproposto in tempi utili per evitare che dal primo maggio i carburanti subiscano nuovi rialzi. La parola, a questo punto, passa la prossimo esecutivo che dovrebbe insediarsi non prima di una quindicina di giorni. Insomma, sarà veramente difficile evitare un nuovo rialzo dei carburanti. Una prospettiva che preoccupa non poco il Codacons, l’associazione dei consumatori: «Il primo intervento del nuovo governo dovrà essere quello di prorogare il taglio fiscale sui prezzi di carburanti, portandolo da 2 a 8 centesimi di euro a litro», spiega il presidente dell’organizzazione, Carlo Rienzi. L’associazione ricorda che «in ogni caso i cittadini che vogliono risparmiare sul pieno, possono trovare sul sito www.codacons.it l’elenco dei distributori indipendenti che applicano prezzi inferiori ai gestori abituali». Mentre sulle autostrade ci saranno sempre i cartelloni con i raffronti fra i prezzi praticati dalle diverse compagnie.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
