28 Aprile 2008

Primo Maggio, addio sconto sulle accise

Primo Maggio, addio sconto sulle accise
LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI SOLLECITANO UNA PROROGA E CHIEDONO DI AUMENTARE IL BONUS A 8 CENTESIMI

Passate le elezioni politiche, concluso (oggi) anche il ballottaggio per le amministrative, le tasse sulla benzina e sul gasolio possono tornare serenamente ad aumentare. In occasione del Primo Maggio, festa del lavoro, i lavoratori avranno l`amara sorpresa di scoprire che il taglio di 2 centesimi sulle accise dei carburanti è scaduto il giorno 30 aprile e così saranno inevitabili nuovi record di prezzo, proprio in coincidenza con il ponte di inizio mese. Le associazioni dei consumatori protestano e sollecitano una proroga dello sconto fiscale, anzi chiedono un taglio molto più incisivo di quello (timido) deciso un paio di mesi fa, ma secondo alcuni tecnici del settore un intervento non può essere rapido: servirebbero circa dieci giorni, che fra l`altro coinciderebbero con l`avvicendamento tra il governo di centrosinistra uscente e quello di centrodestra entrante. A questo punto pare inevitabile una nuova stangata al distributore. Al momento siamo sui massimi storici per la benzina con 1,413 euro al litro nelle stazioni Agip, Api, Esso, Ip, Q8, Shell e Tamoil, e a 1,399 per il gasolio in tutti i distributori. Un altro fatto preoccupante è che le compagnie stanno riducendo gli sconti per il rifornimento fai-da-te: per esempio con l`ultimo aumento dei listini dell`Agip il divario fra il prezzo consigliato “servito“ della benzina e il prezzo con il self service si è ridotto a 2,0 centesimi contro i 2,1 centesimi di prima. È un`evoluzione in peggio che non cambia certo la vita, vista la modestia della cifra in gioco, ma di cui non si vedeva proprio la necessità, considerato quanto sono già tartassati gli automobilisti. Il provvedimento che aveva ridotto le accise di 2 centesimi al litro era stato firmato il 7 marzo scorso dal ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani e dal vice ministro dell`Economia Vincenzo Visco; il suo scopo era di consentire la restituzione ai consumatori dell`Iva sui carburanti per complessivi 162 milioni, un surplus dovuto a un meccanismo perverso per cui quando i prezzi aumentano le tasse crescono più che in proporzione. Adesso il Codacons chiede, per bocca del suo presidente Carlo Rienzi, che “il primo intervento del nuovo governo sia di prorogare il taglio fiscale sui prezzi dei carburanti innalzandolo da 2 a 8 centesimi di euro a litro“. Stando le cose come sono, i consumatori calcolano che il pieno di benzina di un`auto di medio-grande cilindrata costerà quest`anno una media di 7 euro più di un anno fa.

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