Vicenza Viva (No Dal Molin): “Sì a Variati, no al mercato”
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fonte:
- Il Gazzettino
I No Dal Molin puntano su Variati sindaco, a tre giorni dal ballottaggio che vedrà il candidato del centrosinistra opposto alla candidata sindaco Lia Sartori, che corre invece per il centrodestra per la poltrona più importante di palazzo Trissino.
Ieri la lista civica della Bottene, Vicenza Libera, ha invitato i suoi elettori a recarsi alle urne per il ballottaggio: «Sì a Variati, no al mercato delle vacche. Niente apparentamenti o posti istituzionali da occupare. Sosteniamo il candidato del Pd perchè ha sottoscritto un patto con i cittadini, un impegno pubblico contro il Dal Molin e un’idea di governo della città diametralmente opposta da quella della passata amministrazione».
«Sul destino del Dal Molin a Vicenza il ministro Arturo Parisi e il sindaco Hullweck sono stati come Ponzio Pilato: se ne sono lavati le mani, continuando a palleggiarsi le responsabilità, all’insaputa dei cittadini».
Così Giancarlo Albera, portavoce del Coordinamento dei comitati, il giorno dopo l’udienza al Tar relativa al ricorso del Codacons. Di buono, per il movimento vicentino che l’estate scorsa aveva sottoscritto l’iniziativa dell’associazione a difesa consumatori, c’è che Bruno Amoroso, presidente della prima sezione del tribunale veneziano, stavolta ha respinto la richiesta di rinvio arrivata dall’Avvocatura di Stato e intimato la presentazione entro venti giorni degli atti riguardanti il passaggio del Dal Molin agli Usa.
«Lo Stato ha cercato sempre il rinvio, ma adesso dovrà produrre la documentazione» dice Albera, ricordando cosa era successo nell’udienza del 4 settembre scorso, quando l’Avvocatura si presentò in aula senza carte pur ammettendone l’esistenza. Quel giorno tra l’altro il presidente della Regione Galan aveva chiesto che il ricorso del Codacons e dei cittadini vicentini venisse dichiarato «irricevibile, inammissibile, improponibile, improcedibile e, in via subordinata, respinto perché infondato».
Il governatore aggiunse che le spese processuali sarebbero dovute ricadere sui vicentini. Adesso Parisi.
«Non c’è da sorprendersi che, a forza di essere scaricato, il barile Dal Molin sia tornato nelle mani di Berlusconi» commenta Cinzia Bottene del Presidio permanente che, pur non avendo partecipato al ricorso Codacons, segue con interesse la vicenda giudiziaria.
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