23 Aprile 2008

Duzzi: A monte costi troppo diversi

Duzzi: A monte costi troppo diversi
Il dibattito Confesercenti: “Le cifre dimostrano che la grande distribuzione non inverte il trend“

Il nuovo allarme sul carovita riaccende il dibattito sul modello altoatesino. Le associazioni di categoria cittadine respingono le accuse e passano al contrattacco. Dado Duzzi, vicepresidente dell`Unione commercio, allarga il confronto. “A Bolzano – concede – il livello dei prezzi è sicuramente più alto rispetto a Taranto. Ma Bolzano, con Aosta, ha anche il reddito pro capite più elevato. Il sistema Alto Adige è diverso non solo per i prezzi, ma anche per il livello medio degli stipendi: guarda caso, anche in questo caso la differenza è del 13%. Complessivamente, la capacità di acquisto qui resta maggiore: certo le difficoltà ci sono, ma il modello resta sano“. Duzzi indica i fattori a monte che si ripercuotono sui prezzi: “Il costo medio di terreni e affitti è il più alto d`Italia“. Il vicepresidente dell`Unione, infine, boccia l`idea del paniere calmierato: “Solo un palliativo, non serve a nulla. L`unico sistema per rilanciare i costumi è abbassare i costi accessori degli stipendi “. Paolo Pavan (Confesercenti) ribalta il ragionamento attaccando l`attuale politica provinciale. “I dati dell`Istat – osserva – dimostrano semplicemente che la grande distribuzione non abbassa i prezzi. In Alto Adige negli ultimi anni si è voluto favorire a tutti i costi i supermercati, ma l`unica cosa che è scesa è la qualità. E non andrà meglio con il tanto invocato megastore: meglio rafforzare la rete del commercio di vicinato, l`unica che garantisce un rapporto qualità-prezzo vantaggioso “. Intervengono anche i consumatori, preoccupati per il differenziale enorme che si segnala tra una zona e l`altra d`Italia. “è la dimostrazione – afferma il presidente del Codacons Marco Donzelli.- che il calcolo dell`inflazione, ossia dell`aumento relativo dei prezzi, non è rappresentativo del costo della vita, che dipende dal valore assoluto di partenza dei prezzi. Ecco perché dal 2002 chiediamo indici ad hoc“. Dal mondo politico, si alza la voce di Guido Margheri (Sd). “Lo studio – scrive – rappresenta la conferma di un`emergenza e una clamorosa smentita delle affermazioni tranquillizzanti rilasciate fino a pochi giorni fa dai competenti assessorati della Provincia. Le ampie competenze della nostra autonomia devono finalmente essere attivate per modificare le norme anacronistiche in campo urbanistico e commerciale e per sostenere i redditi più bassi. In particolare sono necessari interventi sulle addizionali Irpef, sul blocco delle tariffe pubbliche e sull`offerta di pacchetti di beni a prezzi garantiti“. Anche Alberto Sigismondi e Mauro Minniti chiedono aiuti per i soggetti in difficoltà: “La Provincia deve quanto prima adottare una politica calmieratrice dei prezzi per riconsegnare un reale potere d`acquisto alle famiglie“. F. Cle. Il Codacons: “Un indice ad hoc per l`inflazione“ Margheri e Sigismondi “Intervenire subito“.

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