23 Aprile 2008

Alimentari alle stelle, a Milano la spesa più salata

È la città con il record negativo: solo a Bolzano il cibo costa di più. Il Comune cerca di correre ai ripari per difendere anziani e famiglie A Milano fare la spesa costa più che in qualunque altra città italiana, se si esclude Bolzano. Ben l`11,2 per cento in più. Percentuale che sale di quasi 15 punti se nel carrello finiscono prodotti freschi, in particolare carne, pesce, ortaggi, frutta e verdura. L`ennesimo allarme sul costo della vita arriva in seguito a un`indagine condotta dall`Istat in collaborazione con Unioncamere e Istituto Guglielmo Tagliacarne che confronta i prezzi applicati nei venti capoluoghi di regione. Milano risulta la città più costosa, alle spalle di Bolzano, nel settore agroalimentare. Mentre è in assoluto la meno economica nel comparto relativo all`arredamento della casa. Qui, infatti, rispetto alla media nazionale, i prezzi sono più alti del 25,8 per cento. Il capoluogo lombardo risulta virtuoso soltanto nel settore abbigliamento e calzature, che segna un confortante meno 0,7 per cento. Tutta colpa dell`inflazione. Ma non solo. “Il fatto che a Milano i prezzi siano più alti che in altre città dipende anche dal mercato immobiliare – spiega l`assessore comunale alle Attività produttive Tiziana Maiolo – Se le case costano tantissimo, proprio perché la città è considerata prestigiosa, è chiaro che i commercianti, dovendo pagare affitti esosi, tendano a gonfiare il prezzo dei prodotti in vendita“. Proprio per contenere i continui aumenti, Palazzo Marino ha varato numerose iniziative. Con il chiaro obiettivo di sostenere soprattutto i cittadini in difficoltà. “Per il momento – conferma la Maiolo – siamo concentrati su anziani e famiglie, che sono le fasce della popolazione più fragili“. Il primo passo è stato compiuto nei mercati comunali coperti. Qui, per due settimane, numerosi prodotti sono stati venduti con forti sconti. “Noi abbiamo pensato agli anziani – dice la Maiolo – accompagnandoli con i pulmini“. Poi sono arrivate le gite in cascina, “dove c`è la giusta proporzione fra qualità e prezzo. L`esperienza riprenderà la prossima settimana“. Infine, la quarta domenica del mese, nella quale diverse categorie di commercianti vendono i propri prodotti sottocosto. “Iniziative positive – commenta Marco Donzelli del Codacons – ma non ancora sufficienti. Chiediamo che per calcolare l`inflazione venga creato un indice del costo della vita ad hoc“

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