Addio a Silvia, l`angelo di Montenerodomo
-
fonte:
- Il Centro
L`intero paese ai funerali della bimba “Adesso da lassù non andrà più via“
MONTENERODOMO. Quando l`angelo Silvia arriva sul sagrato, in cima al paese, le campane suonano a festa, di colpo smette di piovere e una sfera di sole illumina piazza Croce. Prima, per mezz`ora, si era scatenato il finimondo. Appena l`angelo Silvia fa il suo ingresso in chiesa, per tre quanti d`ora torna a infuriare il maltempo e cade perfino la grandine. Quando, infine, l`angelo Silvia si congeda per sempre da parenti e amichetti lasciando la chiesa, smette di piovere e il corteo, lentamente, prende la strada del cimitero. Piangono tutti a Montenerodomo: gli scolari della materna, con in mano le rose bianche, gli alunni di elementari e medie, le mamme e i papà, le anziane vestite in nero, i coristi già sul soppalco dell`organo, chi porta la bara, gli amministratori comunali col sindaco Arnaldo Rossi in testa. Quando mamma Mirella e papà Massimiliano lanciano tre pugni di confetti sulla bara dell`angelo Sivia Rossi, 5 anni e mezzo, c`è qualcuno che si lascia andare anche a un grido disperato. E` la reazione del paese alla morte della bambina investita domenica da un`auto. La piccola incautamente attraversava la strada per raggiungere il papà. Un incidente assurdo che ha gettato nello sconforto la famiglia Rossi e quella dell`investitore C.P., 39 anni, operaio, “uno che non farebbe male a una mosca“, ripetono i conoscenti. Manca un quarto d`ora alle 16, l`ora del funerale, e i 28 banchi della chiesa di San Martino e Santa Giusta sono già pieni. Seduti si ritrovano grandi e piccini, la storia e il futuro di queste terre che hanno visto le gesta eroiche della Brigata Maiella. Il sagrato è abbellito da 25 coroncine di rose, calle e margherite, tutte bianche e con le scritte di affetto alla famiglia che ha perduto l`unica figlia, una bambina bellissima, capelli e occhi castani, fisichetto snello, sorriso birichino. Ci sono i fiori della Honda, dove lavora mamma Mirella, della Ergom, di cui è dipendente papà Massimiliano, delle scuole del paese, dei bambini della materna, gli operai della Gravena, le società sportive di Montenerodomo e Civitaluparella, degli amichetti Ornella, Andrea, Erika, Gabriele, Ilenia, Berardino, Massimiliano, Angela, Alessia, Federico, Antonio, Claudia, Gabriella e Tiziana. Arriva la bara e alle 16,15 comincia la messa celebrata da quattro sacerdoti. Tra la folla c`è anche l`investitore della piccola. “Sotto i vostri occhi“, dice il giovane parroco don Simone Calabria ai genitori di Silvia, “questa bambina è stata come una farfalla che si è posata sui fiori più belli e su di voi. Si è nutrita del nettare dell`amore più puro e grande che avete saputo darle“. Riprende fiato per un attimo, don Simone, trattenendo a stendo l`emozione, mentre in chiesa piangono tutti. “Poi“, continua il parroco, “Silvia è andata via da quel prato, misteriosamente, per portare tutto a Dio padre. Siamo certi che la incontreremo di nuovo e nessuno ce la toglierà più“. Prende la parola don Innocenzo Di Toro, l`ex parroco che ha battezzato la bambina, e con lo sguardo fisso alla bara chiede a Silvia “di far sì che mamma, papà e l`investitore ritrovino quella serenità necessaria a vivere in nome della fede che ci fa crescere“. E` l`affondo che penetra nel cuore dei presenti, scuote le coscienze e fa fare la pelle d`oca a molti. Fuori non piove più e il corteo accompagna Silvia per l`ultima volta al cimitero. Il fascicolo sull`investimento, intanto, è stato consegnato in Procura a Lanciano. P.C. è indagato per omicidio colposo. Il Codacons, l`associazione dei consumatori, annuncia un esposto col quale chiede di accertare il comportamento di prefetto e polizia municipale nei controlli sulla strada della tragedia.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
