12 Aprile 2008

Apre in città lo “sportello elettrosmog“

Apre in città lo “sportello elettrosmog“
Il Codacons: danneggia la salute, noi forniremo assistenza e servizi

Sono passati anni da quando la paura dell`elettrosmog scatenava proteste anche clamorose, con interi palazzi in rivolta di fronte all`installazione di ripetitori per cellulari. Ma la paura, evidentemente, è rimasta. Il Codacons di Modena apre uno sportello che si occuperà degli effetti provocati dalle onde elettromagnetiche sulla salute umana. “Infatti le apparecchiature che producono campi elettromagnetici – afferma l`associazione guidata da Fabio Galli – possono causare inquinamento nell`ambiente circostante, sia dentro casa che all`esterno, provocando con la lunga esposizione e soprattutto con la `vicinanza` ai suddetti impianti, danni fisici e psichici alle persone. Studi epidemiologici condotti a livello mondiale hanno dimostrato che l`esposizione inconsapevole e protratta nel tempo può causare malattie gravi come la leucemia. Sotto accusa sono soprattutto le stazioni radio base costruite su edifici abitati, scuole, ospedali, i telefonini che funzionano come impianti radio base in miniatura e, per l`alta frequenza, i tralicci elettrici“. L`attuale normativa regolamenta per la prima volta questa materia. “Purtroppo i limiti di esposizione fissati da questo decreto sono di 6 V/m per gli impianti costruiti nelle immediate vicinanze di case e in generale abitazioni, un valore che prende in esame solo gli effetti a breve termine e non quelli a lungo termine che sono i più gravi e possono anche provocare tumori. Inoltre, nello stesso decreto è disposto che in ogni caso per la realizzazione di sistemi fissi di telecomunicazione i valori di campo elettromagnetico devono essere il più bassi possibile, compatibilmente con la qualità del servizio svolto dal sistema stesso al fine di minimizzare l`esposizione“. L`associazione si propone di effettuare, su richiesta, perizie “tramite società private oppure enti sanitari pubblici, come l`Ispesl“, per verificare l`entità dei valori di esposizione ai campi elettromagnetici provocati da apparecchiature vicine alle case e nel caso superino i 6 V/m “chiedere la sospensione del funzionamento o addirittura la rimozione degli impianti“. Anche il Codacons si è munito di uno strumento di misurazione dei campi elettromagnetici “utilizzato da tecnici qualificati“. L`associazione lamenta il fatto che la normativa non realizza “il massimo della cautela nei confronti della popolazione“, ma Galli precisa che si adopererà per ottenere una riduzione dei parametri a 3 Volt per metro quadrato.

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