10 Aprile 2008

Pronto a battere cassa un esercito di ex medici specializzandi

Sarebbero circa settecento, quelli che tra il 1982 e il 1991 non percepirono denaro per il loro lavoro in ospedale durante i lunghi e faticosi anni della formazione post-laurea (quattro o cinque, a seconda della specialità medica). E` il Codacons a guidare, diciassette anni dopo, la loro cordata per rivendicare i pagamenti, con un corredo di leggi e sentenze che rendono il rimborso “assolutamente possibile“. E` già in programma la costituzione di una `class action`: un`azione legale risarcitoria collettiva prevista dall`ultima Finanziaria. IL RISARCIMENTO sarebbe pari a venti milioni di vecchie lire per ogni anno trascorso dai futuri specialisti nel curare i pazienti a fianco dei professori. Il Codacons sta già raccogliendo i dati di chi intende avanzare la richiesta di pagamento, in attesa di inoltrarla al Collegio nazionale legale. Sarà poi un giudice ordinario a decidere dell`effettivo pagamento. Non va dimenticato che a Modena, anche in tempi recenti e dopo l`istituzione delle borse di studio per gli specializzandi, vibrate proteste hanno preso forma per un trattamento economico ritenuto inadeguato da parte dei nuovi camici bianchi. “UNA DIRETTIVA comunitaria del 1982 aveva stabilito in favore dei medici specializzandi un`adeguata remunerazione, ma l`Italia ha recepito tale direttiva solo nel 1991 ? dice Fabio Galli (nella foto), vicepresidente regionale del Codacons ?. La Corte di Giustizia Europea, con sentenze del 25 febbraio 1999 e del 31 ottobre 2000, ha affermato il diritto alla remunerazione anche in favore dei medici che hanno svolto il corso di specializzazione dopo il 1982. Anche i giudici italiani ? fa presente Galli ? hanno riconosciuto questo diritto per i medici che hanno frequentato le scuole di specializzazione tra gli anni `82/`83 e `90/`91“. Secondo il Codacons, negli ultimi tempi, già un migliaio di medici che hanno fatto causa allo Stato hanno avuto ragione e percepito i soldi, con tanto di interessi. QUELLI CHE potrebbero farlo in Emilia-Romagna sono circa ottomila, 120mila quelli rimborsabili in questi termini in tutta Italia. “La class action italiana, per come è stata concepita ? dice Galli ? è comunque un compromesso. A differenza di quella statunitense, non prevede infatti il danno punitivo per chi abbia disatteso un pagamento. In sostanza, il risarcimento può avere luogo, ma non conseguenze giudiziarie nei confronti del responsabile. Negli Stati Uniti, lobby importantissime sono state messe in ginocchio dalla class action. I consumatori sono riusciti a ottenere e i risarcimenti da aziende e multinazionali, ma anche la sanzione del responsabile. E` il caso, ad esempio, di alcuni colossi del tabacco. Turandoci il naso, giusto per ricorrere a una metafora elettorale, faremo comunque affidamento su questo strumento“. “IL CONFORTO della giurisprudenza c`è tutto ? dice Galli ? e negli ultimi giorni arrivano sempre più chiamate da parte di ex specializzandi. Tutti sembrano molto convinti, ora, di riscattare lunghi anni di fatica fondamentali per la loro professione, non certo per il loro portafogli“.

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