Richiesta di danni per i ritardi “è il primo caso a Roma”
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fonte:
- la Repubblica
Una visita oculistica necessaria, una prenotazione a 150 giorni all’ospedale oftalmico, una donna di 34 anni costretta a rivolgersi a una struttura privata e che ora chiede il risarcimento per la maggior spesa sostenuta: 250 euro. "è il primo esempio a Roma – dice il legale che segue la signora, l’avvocato Marco Ramadori, presidente del Codacons e dell’associazione articolo 32 – di richiesta danni da lista di attesa. E altri ne seguiranno". Ramadori spiega la questione: "Tutti noi riceviamo questi appuntamenti a distanza di tempo e quindi veniamo spinti verso il privato. La legge regionale prevede i tempi massimi ma questi non vengono mai rispettati. Al punto 5 di questa legge sono previste le misure in caso di sforamento, e si parla di programma aziendale senza oneri a carico degli assistiti. Ma quel programma non è mai stato scritto. La salute è un diritto primario garantito dalla Costituzione, e questi limiti sono nati per far risparmiare la Regione, ma costa molto di più intervenire in ritardo per curare che diagnosticare con tempi certi e brevi". E quindi gli esempi concreti: "Una mammografia può essere decisiva per prevenire una neoplasia, come dice anche il professor Umberto Veronesi, perché c’è un’altissima percentuale di tumori alla mammella che possono essere curati se presi per tempo. Con attese di 200 giorni come capita a Civitavecchia, cosa si vuole curare? Sa qual è la verità? Che in questi casi arrivano le cause per mancata cura, che costano molto più della prevenzione. E la stessa cura per i tumori costa molto di più della prevenzione". Il giudizio di Ramadori e del Codacons è severissimo: "Quella legge che doveva servire a far risparmiare soldi alla Regione rischia di essere un autentico boomerang".
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