8 Aprile 2008

Il Codacons guida la class action dei medici

“Sono circa 10.000 nel Lazio i medici che si sono specializzati negli anni dal 1982 al 1991 e non hanno avuto circa 40.000 euro ciascuno che la legge europea gli attribuiva come diritto assoluto, e che ora si avviano – come una vera e propria class action che stabilisce il guinness della più grande vertenza collettiva mai avviata in Italia – a sbancare le casse dello Stato in Tribunale“. La denuncia arriva dal Codacons, che osserva come una direttiva comunitaria del 1982 avesse stabilito, in favore dei medici, il diritto di ricevere una “adeguata remunerazione“ per il periodo di specializzazione svolto. Periodo in cui i medici hanno lavorato a titolo gratuito negli ospedali e nelle università. “Tale Direttiva, recepita in Italia solo nel 1991 limitatamente agli specializzati iscritti ai corsi a partire dall`anno accademico 91/92, ha previsto l`importo di £21.500.000 per ogni anno di specializzazione, senza nulla riconoscere ai medici immatricolatisi alla specializzazione negli anni accademici che vanno dall`82/83 al 90/91. La Corte di Giustizia Europea, con sentenza del 25/02/1999, e con successiva sentenza del 31/10/2000“, spiegano dal Codacons, “ha affermato il diritto alla remunerazione anche in favore dei medici che hanno svolto il corso di specializzazione dopo il 1982“. Diritto riconosciuto anche dalla Corte di Cassazione. Per questo ora l`associazione scende in campo con un`azione giudiziaria collettiva per circa 10.000 medici della regione rimasti senza compenso “al fine di far avere loro quanto spettante“. Per aderire, fa sapere il Codacons, basta “inviare una mail all`indirizzo [email protected] e ricevere tutte le istruzioni su come procedere per far valere i propri diritti. “C`è tempo fino al 2009 per agire“, avvertono dall` associazione, “ma già nella scorsa legislatura tre senatori presentarono un disegno di legge in cui si cancellava il diritto prevedendo un risarcimento forfettario di soli 7.000 euro per quei medici specializzati, laddove la somma loro sottratta indebitamente dallo Stato ammonta a circa 40.000 euro ciascuno“. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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