1 Aprile 2008

La denuncia dei Consumatori: in arrivo stangata da 1.200-1.700

ROMA – Il balzo dell`inflazione comporterà quest`anno per le famiglie italiane una stangata tra i 1.200 e i 1.700 euro: sono queste le stime avanzate dalle associazioni di difesa dei consumatori. “I dati forniti dall`Istat sono assolutamente allarmanti“, afferma Carlo Rienzi, presidente Codacons, secondo il quale “di questo passo, con un`inflazione al 3,3% e con gli incrementi registrati nei settori trasporti e alimentazione da gennaio in poi si rischia una maxi-stangata su base annua pari a 1.200-1.300 euro a famiglia“. E considerata la tendenza dell`Istat “a sottostimare i rincari – aggiunge – un`inflazione così elevata può voler dire solamente che ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza nazionale“. Rienzi chiede perciò “la massima attenzione da parte dei candidati al prossimo Governo“. A prendere posizione è anche l`Adusbef che calcola come dal 2002 al 2007 le famiglie dei lavori dipendenti abbiano subito rincari per quasi 7.700 euro. Il carovita ai massimi dal 1996, si legge in una nota, “conferma 7 anni di denunce che a cavallo del concambio lira-euro, aveva segnalato una odiosa speculazione su alcuni prodotti e servizi di largo consumo che hanno subito una variazione del 30 per cento, con uno scippo con destrezza di 7.635 euro a nucleo famigliare a reddito fisso, per un controvalore di 137 miliardi di euro“. E per il 2008 sono previsti nuovi rincari di 1.700 euro. Adusbef chiede quindi al Governo un atto di coraggio, tramite un provvedimento urgente ed una più urgente convocazione straordinaria del Consiglio dei ministri, per varare un pacchetto di sgravi e restituire alla famiglie di lavoratori e pensionati a reddito fisso e sotto i 20.000 euro l`anno, un bonus utilizzando il surplus fiscale di 12 miliardi di euro. Secondo Luigi Angeletti l`impennata dell`inflazione “era prevedibile“ ma il vero problema “è la speculazione sui prezzi degli alimenti“. Il segretario generale della Uil commenta così i dati sull`inflazione sostenendo che tale aumento era prevedibile “perché c`è stato un aumento delle materie prime con ripercussione sui prezzi. In Italia però c`è un`altra questione: la speculazione sugli alimenti non giustificata dagli aumenti dei prezzi alla produzione“.

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