31 Marzo 2008

TAVOLO SULLA SICUREZZA STRADALE A MILANO: ECCO LE PROPOSTE INASCOLTATE DEL CODACONS

24 AUTOVELOX FISSI E 100% DEI PROVENTI DELLE MULTE INVESTITI IN SICUREZZA BASTA CON GLI AUSILIARI DELLA SOSTA E GIALLO DI ALMENO 5 SECONDI

Oggi si è svolto a Milano un Tavolo per la Sicurezza Stradale. Il Codacons ricorda le proposte che sta facendo da anni ma che il Comune non ha mai accolto. Di seguito l’elenco:

  • Postazioni fisse di autovelox nelle strade più pericolose di cui deve essere data informazione agli automobilisti. In particolare si chiede l’applicazione del Decreto del Prefetto Ferrante che nel lontano 4 aprile 2003 prevedeva 24 postazioni fisse di autovelox.
  • Investire in sicurezza il 100% dei proventi delle multe (il Comune non applica nemmeno l’art. 208 del Codice della Strada che stabilisce la soglia del 50% dei proventi)
  • Asfalto drenante in città.
  • Giallo per i veicoli che deve durare almeno 5 secondi.
  • Trasformazione degli ausiliari della sosta in vigili urbani. Basta con l’80% delle multe date per divieto di sosta, mettendo in secondo piano la sicurezza.
  • Più strisce pedonali, spesso non ci sono o bisogna fare più di 100 metri per trovarle. Inevitabile che poi non si attraversi sulle strisce.
  • Faretti per illuminare di notte le strisce pedonali.
  • Manutenzione ordinaria delle strisce pedonali, troppo spesso sbiadite. Il Comune potrebbe chiedere l’autorizzazione al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per sperimentare le strisce dipinte in negativo con vernici non scivolose.
  • Semafori a chiamata in corrispondenza delle strisce pedonali.
  • No ai semafori a chiamata che si accendono indipendentemente dalla richiesta del pedone. L’accensione inutile induce gli automobilisti indisciplinati a prendere l’abitudine di rallentare senza fermarsi.
  • Durata esigua del verde per i pedoni che non consente di percorrere l’attraversamento in sicurezza. Il giallo, infatti, scatta quasi subito e, anche se poi dura abbastanza, mette in apprensione mamme con carrozzine e persone anziane, costrette a scatti ed accelerazioni per paura di non fare in tempo.
  • Più semavelox negli incroci pericolosi.
  • Marciapiedi. Spesso, e quasi sempre sulle strade extraurbane non ci sono affatto, oppure sono pieni di buche, avvallamenti o troppo bassi rispetto al livello stradale.
  • Sottopassaggi pedonali nei casi più rischiosi. Spesso non ci sono nemmeno in corrispondenza di strade a doppia corsia per senso di marcia o in prossimità di scuole e ospedali. Solo le stazioni del metrò salvano i pedoni da pericolosi incroci.
  • Rotonde per ridurre la velocità;
  • No alla sosta dei veicoli sui marciapiedi. Le conseguenze: le mamme con le carrozzine sono costrette a scendere in strada per poter circolare. E’ forse così che si aumenta la sicurezza? Inoltre l’art. 157 prescrive che “quando non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro”.
  • Si alle multe (queste si che debbono essere date sistematicamente) per chi posteggia non rispettando la distanza dagli incroci (che era 8 metri anni fa e che poi è stata inspiegabilmente portata a 5 metri), impedendo la visuale a chi deve attraversare un’intersezione costringendolo ad affacciarsi pericolosamente in avanti per osservare l’arrivo di altre auto, condotta che provoca innumerevoli incidenti. Stesso discorso per chi posteggia sulle strisce pedonali.
  • Più informazione. Anche gli utenti deboli debbono rispettare il codice della strada proprio per autotutelarsi. Tra gli articoli meno rispettati ci sono l’art. 190 (dove non ci sono marciapiedi i pedoni debbono circolare in senso di marcia opposto a quello dei veicoli; i pedoni debbono servirsi delle strisce, salvo distino più di 100 metri….), l’art. 143 (bici e motorini debbono circolare il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, il che vuol dire non in gruppo ma in fila indiana).
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