30 Marzo 2008

Mobili non voluti ma… da pagare

Mobili non voluti ma… da pagare

L`amara sorpresa per una coppia che si è rivolta al Codacons

Ancora Nord Est Ingrosso Mobili al centro di un episodio segnalato al Codacons. Dopo il cliente costretto a pagare 4.700 euro per una cucina mai ritirata questa volta è una coppia di bolognesi a raccontare la disavventura: “Ci abbiamo rimesso 6.000 euro e i mobili non li abbiamo voluti: non erano quelli che avevamo ordinato… è stato un vero e proprio raggiro“. Clausole vessatorie nei contratti, tesserini con codici fittizi di partita Iva per gli appuntamenti, mobili che alla consegna risultano diversi da quelli ordinati. Queste solo alcune delle dure valutazioni del collegio legale del Codacons sulle soluzioni di vendita adottate dalla catena Nordest Ingrosso Mobili, oggi trasformata in Arredissima. Sarebbero numerose, e tutte simili, le segnalazioni in arrivo all`associazione da parte di clienti scontenti del servizio: “Anche noi ci siamo rivolti al punto vendita di Carpi – dichiara una coppia bolognese – qualche tempo fa per acquistare un arredamento completo, attirati dall`idea di accedere ad un ingrosso e quindi a prezzi migliori… Invece ci abbiamo rimesso ben seimila euro“. Una caparra versata e mai recuperata per questi come per altri clienti che, resisi conto che qualcosa non andava, non sono riusciti a trovare soluzioni: “La prima volta siamo andati al negozio passando di là per caso – raccontano – avevamo sentito la pubblicità alla radio e siamo stati incuriositi. Ci hanno subito spiegato che ci voleva un appuntamento e ce lo hanno fissato consegnandoci un tesserino con una specie di partita iva “fittizia“ con la quale, anche da privati (così ci è stato detto) avremmo potuto accedere all`acquisto. Ci siamo presentati all`appuntamento e dopo tante ore di colloquio, continuamente interrotte dal venditore, siamo giunti all`accordo per l`acquisto di un arredamento completo che abbiamo scelto, però, tutto sul catalogo. Ci avevano promesso di farci vedere i mobili esposti invece ci hanno mostrato una specie di magazzino con mobili vecchi e maltenuti dalla quale, certo, non potevamo scegliere i nostri… Si erano giustificati, però, dicendo che quello era solo un deposito e che, essendo loro, in contatto con tutti i produttori ci avrebbero fatto avere la merce su ordinazione“. 21.200 euro d`acquisto totale per la giovane coppia che voleva arredare la propria casa, di cui 2.000 versati immediatamente e 4.000 qualche giorno dopo come caparra: “Questi erano gli accordi e noi ci siamo attenuti – spiegano ancora i clienti – però nel frattempo ci siamo resi conto che qualcosa non andava: abbiamo scoperto che i prezzi erano stati gonfiati rispetto a quelli di listino delle marche prescelte e che anche i modelli ed i colori non corrispondevano… Abbiamo tentato, inutilmente, di recedere ma avremmo dovuto pagare una penale troppo alta. Quando però è stato il momento della consegna dei mobili è successo il peggio: ci siamo rifiutati di pagare il saldo (15.200 euro) prima di poter vedere i mobili già montati, perché questo ci veniva richiesto. Siamo saliti sul furgoncino delle consegne per controllare e ci siamo resi subito conto che i pezzi che la ditta di trasporto ci stava consegnando non erano quelli ordinati e altri, addirittura, mancavano. Il camioncino che doveva contenere camera e salotto portava, in realtà, solo alcuni elementi e tante scatoloni vuoti, mentre i mobili che siamo riusciti ad intravedere non erano quelli che aspettavamo… Per noi, un vero raggiro“. Sulla questione interviene il Codacons: “Sono molte le cose da dire sulla gestione delle vendite da parte di questo mobilificio. Innanzitutto il tipo di ordine che viene fatto firmare ai clienti contiene palesi clausole vessatorie, delle condizioni d`acquisto cioè penalizzanti per il cittadino. Nei contratti sottoscritti dai nostri clienti abbiamo rilevato penali troppo alte per eventuali recessi dagli acquisti, descrizioni non puntuali degli articoli che facilmente possono creare confusione negli acquirenti e richieste di pagamenti anticipati rispetto alla consegna“. “Oltretutto – conclude l`avvocato Artico del collegio legale del Codacons – molti articoli di legge cui la ditta fa riferimento sono articoli vecchi e non precisi che sono stati già sostituiti da nuove normative. Per questo abbiamo deciso di intervenire per approfondire le segnalazioni tentare di risolvere la situazione“.

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