Pane a prezzo ridotto, sabbadin sconfitto
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fonte:
- Il Mattino di Padova
Assemblea di panificatori e consumatori: a vincere è la linea Ascom del no ai ribassi
Ai 16 favorevoli iniziali ieri se ne sono aggiunti solo 23 su quasi 300 Vecchiato a muso duro Pane a prezzo bloccato? Solo pochi sono d`accordo. La maggior parte dei panificatori padovani aderenti all`Ascom boccia la proposta del pane comune a prezzo ridotto, avanzata dal Consorzio Panificatori Padovani e dallo “storico“ fornaio artigiano Gino Federico Sabbadin. Ai 16 favorevoli iniziali, sui quasi 300 a livello provinciale, se ne sono aggiunti ieri sera appena altri 23. Bocciatura da Luca Vecchiato: “Sabbadin arrenditi!“. Amara sentenza dall`assemblea dei panificatori padovani, svoltasi ieri sera. Alla prova assembleare, il “sì“ collettivo dei panificatori locali non c`è stato. Il progetto “pane condiviso“ lanciato due settimane fa dal Consorzio assieme alle associazioni dei consumatori Adusbef e Codacons per proporre il prezzo del pane comune a 2,70 euro al chilo, rischia di tramontare ancor prima di vedere l`alba. Ma c`è di più. Il tentativo promosso da Sabbadin per riportare le famiglie a un maggiore consumo del pane, si è beccato pure un esposto in Procura. Da parte di chi? La risposta arriva da Luca Vecchiato, il presidente regionale di Federpanificatori Veneto che ieri era presente all`assise: “La giunta esecutiva di Federpanificatori ha deliberato all`unanimità di denunciare Gino Federico Sabbadin per falsificazione di atti d`ufficio e per aver presentato un apparentamento con le altre associazioni promotrici del progetto, utilizzando il logo della Federazione per un`associazione inesistente con sede a casa sua. Ora Sabbadin dovrà rispondere delle sue azioni“. Prima e dopo l`annuncio dell`esposto, i circa 50 panificatori presenti all`incontro sono insorti quasi all`unanimità contro l`invito di Sabbadin ad aderire all`iniziativa per bloccare il prezzo di alcuni tipi più comuni di pane. Niente da fare, la Padova che si alza alle 4 della mattina e produce pane a tonnellate non ci sta e tuona: “Lanciare il pane a 2,70 euro al chilo significa sconvolgere il concetto di libero mercato varato dal ministro Bersani e imporre un cartello al ribasso che rovinerebbe la categoria“. E Sabbadin, che dice? Per nulla intimorito dagli attacchi dei colleghi di sponda Ascom, il fornaio spiega il suo progetto: “La volontà mia e del tandem Adusbef-Codacons era di avviare assieme un piano condiviso per ribassare il prezzo del pane e far ripartire i consumi. Non possiamo negare che da un anno e mezzo ci sia un 10% della popolazione in seria difficoltà economica. Insomma, lanciare 2,70 euro al chilo non equivale a un valore di costo esageratamente basso ma a un prezzo contenuto“. Pronta la replica di Luca Vecchiato: “Il libero mercato si basa sugli indici Istat, quindi a Padova la gente sa che può trovare il pane da un minimo di 2,20 a un massimo di 4 euro. Questa si chiama libertà. E se qualcuno vuole comunque il pane a 0,98 euro al chilo, vada al centro commerciale Auchan“. Come andare a sbattere contro un muro di gomma. Alla fine è arrivato anche Elio Lannutti, presidente nazionale dell`Adusbef: “L`iniziativa di Sabbadin ha avuto un`eco nazionale incredibile. Ma questo è il paese delle corporazioni e delle speculazioni attuate dai grossisti, non dai commercianti finali: e appena uno va a toccare qualche interesse, si scatena una guerra fra poveri“. Il messaggio è uno solo: varare più accordi di filiera possibili per “saltare“ le speculazioni.
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