27 Marzo 2008

La mozzarella “alla diossina“ fa crollare il mercato delle vendite

Eppure il prodotto “avvelenato“ non c`è sulle tavole dei consumatori italiani e stranieri. Nessun caso di intossicazione alimentare, men che mai di prodotti “non sani“ intercettati poco prima di finire nello stomaco di chi acquista. Un effetto-psicosi che sta producendo danni incalcolabili. Nei mesi di gennaio e febbraio appena trascorsi, si è registrata una contrazione delle vendite pari al 30% rispetto allo stesso periodo del 2007, tra mercato interno ed export, per un valore stimato in 30 milioni di euro dal Consorzio di Tutela della mozzarella campana dop. Un terremoto che avrà sicuri riflessi anche sull`occupazione del settore, ma già oggi in grado di mettere in ginocchio un`intera filiera. Basti dire che a Napoli ci sono negozi dove la mozzarella si vende accompagnata dal certificato di “assenza di contaminazione“. Che l`affaire-mozzarella sia diventato un problema di statura internazionale, lo testimonia la discesa in campo del ministro degli Esteri, Massimo D`Alema: “Allarme assolutamente ingiustificato“, dice. I Nas parlano di “bolla mediatica“, il Ministero della Salute sottolinea che in 25 caseifici campani sono stati rilevati indici di diossina “moderatamente superiori“ ai limiti e, a seguito di ciò, si è risaliti a 83 allevamenti fornitori di tali caseifici “a loro volta sequestrati e isolati“. Il Codacons pensa ad una “class action“ in difesa dei produttori campani danneggiati. L`Ue parla di “positività limitate“. Ma l`immagine della mozzarella, soprattutto nei Paesi orientali, è ai minimi storici.

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