Estratto conto, sapete davvero leggerlo bene?
-
fonte:
- Gazzetta di Modena
“E“ come “estratto conto“: indicazioni per la lettura. Non è semplice, nonostante le regole di trasparenza a cui gli istituti di credito devono attenersi, leggere correttamente l`estratto conto trimestrale che arriva a casa. Cerchiamo di spiegare il significato di alcuni termini tra i più oscuri: valuta, disponibilità, numero e commissione di massimo scoperto. La data di valuta è la data a partire dalla quale, sulle cifre versate (o prelevate) con assegni o bonifici, cominciano ad essere calcolati gli interessi attivi o passivi che siano. La valuta non coincide quasi mai con la data del versamento effettivo, di solito slitta di qualche giorno in avanti a seconda degli accordi che abbiamo preso con la banca e che la gestione del nostro conto corrente prevede. Per questo, nell`estratto conto, avremo due diverse colonne in cui sono descritte le operazioni: una per la data effettiva, una per la valuta. Da questa viene elaborato il cosiddetto “conto scalare“. Ancora diversa può essere la data della disponibilità: possono passare ancora alcuni giorni, dopo la valuta, prima che le somme versate siano veramente disponibili al prelievo. Parlando invece di interessi è importante sapere che questi vengono calcolati secondo il tasso d`interesse moltiplicato per il numero. Il numero deriva da un calcolo elaborato sulle movimentazioni del conto scalare: momenti di attivo, di passivo, interessi in aggiunta o in detrazione elaborati secondo complessi calcoli, danno un numero che viene utilizzato come una specie di indice. Il risultato della moltiplicazione darà le cifre reali di interesse. Se gli interessi sono attivi andranno a sommarsi ai nostri importi non prima, però, di essere stati decurtati del 27% per una tassa statale, se gli interessi sono passivi verranno detratti dal nostro conto (ovviamente senza tassazione). Massima attenzione per tutti alle commissioni di massimo scoperto: dovevano essere eliminate con il decreto Bersani e poi non si è potuto concretizzare il decreto attuativo, motivo per cui esistono ancora. Se si va in rosso sul proprio conto o si sfora il tetto del fido che la banca ci ha concesso succede che, sulla punta massima di scoperto, viene calcolato un 2% secco di interesse (di solito il tasso è questo) che noi dovremo alla banca. Il calcolo non avviene per periodo ma per somme: può capitare perciò di trovarsi a dover pagare cifre molto alte dovute a queste commissioni anche se si è andati a debito per pochi giorni o per qualche ora. Rubrica redatta con la collaborazione di Barbara Pasi, consulente finanziario collegio legale Codacons.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: disponibilità, estratto conto, valuta
