22 Marzo 2008

“In marcia per avere giustizia“

“In marcia per avere giustizia“
La rabbia dei soci: “Per noi era come una famiglia, ci ha truffato i risparmi di una vita“

“No, Bruno, quella non è più la mia famiglia“. In questa frase è condensato il dramma di una famiglia argentana che ha perso tutto nel crac della Costruttori. Lui 86 anni, lei 85. Si sono visti bruciare i loro risparmi e i loro ideali. Credevano di aver trovato nella cooperazione una famiglia. Ora non più. “Quella non è più la mia famiglia“: la frase, portata da Bruno Longhi, figlio della anziana coppia, all`assemblea del Carspac è risuonata più volte nella sala Giardino. Ha fatto l`effetto di una lama che si conficca dentro un corpo già provato, ha fatto scorrere brividi. C`era un clima diverso l`altra sera all`assemblea: meno gente rispetto alle precedenti assemblee del Carspac, soci prestatori più provati e più arrabbiati, meno politici ma anche meno demagogia e più attenzione verso questo dramma che si trascina da cinque anni. Qui la gente è sfiduciata, stenta a credere ancora a qualcuno, siano essi politici o sindacati. Fa affidamento solo nella propria voglia di lottare. E l`altra sera si dovevano decidere le prossime azioni di lotta: la pacifica invasione della statale 16 con un corteo dalla piazza al centro commerciale i Due Tigli. La data è il 3 aprile. Non si sa ancora se verrà bloccato il traffico oppure se sarà consentito il transito lasciando libera metà della strada. Una delegazione del Carspac dovrebbe essere ricevuta dai commissari ai quali saranno chiesti lumi sulla loro attività finalizzata al reperimento di un po` di quattrini con azioni presso banche o agendo sulle riserve tecniche. Obiettivo della marcia del 3 aprile è principalmente quello di acquisire visibilità per portare questa incredibile vicenda sui tavoli romani. Fino ad ora, infatti, questo dramma è rimasto confinato in provincia di Ferrara, con solo qualche puntatina a casa della Lega regionale a Bologna. Tutti i tentativi di portare il dramma a Roma sono abortiti e per questo la classe politica, l`altra sera, non ha fatto un gran figurone, brillando per incapacità totale: dopo tante promesse non sono stati neanche capaci di mettere sotto i riflettori romani le conseguenze di questo crac, che ha ancora troppi lati oscuri. Centinaia e centinaia di famiglie ferraresi e non sono state letteralmente abbandonate da tutti. E` dal 2003 che ci stanno dando dentro e hanno portato a casa poco più di un terzo dei loro crediti. Dopo l`ultima tranche non sanno cosa li aspetta: si parla di tempi supplementari, di terzo tempo ma la verità è che sul futuro c`è il buio più totale. La storia di questi cinque anni di attese, delusioni e speranze è stata fatta dal portavoce del Carspac, Valerio Cellini. Con un crudo paragone ha reso la realtà delle cose: siamo come qualcuno che ha un male, che lotta ma che peggiora. “Non possiamo lasciarci sfinire -ha detto – ma dobbiamo proseguire nelle nostre iniziative. Nel 2007, all`inizio, eravamo fiduciosi, attendevamo quella che sembrava una soluzione definitiva. Oggi, un anno dopo, siamo stanchi e arrabbiati. Viviamo con la sensazione di essere abbandonati. Abbiamo preso una seconda bastonata, perché la Lega ci aveva promesso una soluzione dignitosa, invece siamo alla frutta, lontanissimi dalla soluzione dignitosa. Nel 2009 si vedrà. Non è una situazione buona, è grave. Abbiamo e stiamo incontrando rigidità nei gruppi dei dirigenti delle cooperative. Ci dicono che possono arrivare fino a un tot e poi stop. E` un atteggiamento che non possiamo accettare. Sono degli sconfitti anche loro. Non ci arrendiamo. La nostra piattaforma riprende tre strade: azione incisiva nei confronti della Lega, fondi dormienti e prestito sociale garantito. Siamo vittime di una truffa e quindi i fondi dormienti ci spettano. Siamo vittime di scelte suicide con l`accaparramento di appalti al massimo ribasso e il rigonfiamento delle riserve tecniche. Siamo al falso in bilancio. Qui sono stati forzati i limiti e i livelli del prestito sociale. La Costruttori aveva amici e nemici. Gli amici sono complici del crac, i nemici dei killer che l`hanno voluta cadavere, ma non si è tenuto conto che dentro a quel cadavere c`eravamo anche noi. Ora torniamo all`iniziativa. Non possiamo isolarci, dobbiamo renderci visibili, anche a Bologna e poi a Roma“. E` seguita poi una lunghissima serie di interventi. Tre ore di fila che hanno portato fino alla soglia della mezzanotte. Tante le critiche, tanta l`amarezza e in mezzo anche qualche proposta. Come quella di appoggiarsi al Codacons (fatta da Bigoni) per un`azione giudiziaria per non far decadere la responsabilità civile. Il presidente della Provincia, Pier Giorgio Dall`Acqua, ha dovuto prendere atto del clima di sfiducia che aleggiava nell`assemblea. Ha riconosciuto lo sforzo della Lega ma nello stesso tempo – ha detto “lo sforzo non può essere ritenuto soddisfacente“. “Io non vi abbandono, continuerò a lavorare. Rilancerò le vostre richieste a Roma. Qualsiasi iniziativa, nel rispetto della legalità, voi intraprenderete io sarò al vostro fianco per tutto ciò che può servire“. Iorio Cavallini ha mosso un rimprovero a Dall`Acqua: come mai non avete dedicato una seduta al dramma della Costruttori in Provincia, perché non avete approvato un ordine del giorno da spedire a Roma, per denunciare questa insostenibile situazione? Per la prima volta dalla sua fresca elezione a segretaria provinciale del Pd ha fatto sentire la propria voce in assemblea Marcella Zappaterra. Con una premessa: rifiutiamo il confronto sul passato e puntiamo tutte le nostre forze sull`obiettivo politico da portare avanti. “Se la nostra adesione alla vostra manifestazione è gradita – ha aggiunto – noi ci saremo. Non ho alcuna intenzione di imporre la mia presenza. Voglio essere al vostro fianco perché la vostra è una battaglia giusta. Non c`è alcun dubbio: si può e si deve fare di più. Comprendo la vostra delusione e rabbia e il vostro timore che non ci sia una terza fase. L`obiettivo è uno solo: come rilanciare l`azione? E` necessario stare uniti. Guardiamo avanti, innanziamo la questione a livello nazionale. Ecco, il limite credo che finora sia stato questo soprattutto. La cooperazione è mutualità e solidarietà e per questo che il Pd vuole battersi stando assieme a voi. Vogliamo dare più forza alla vostra iniziativa, che deve puntare al dialogo e al confronto per creare consenso. Se non si è isolati è meno difficile ottenere risultati. La politica può dare un contributo importante e per questo noi ci saremo e con il massimo impegno“. E` seguito poi un altro intermezzo che deve far pensare. Una signora, la figlia di una anziana scomparsa, truffata di tutti i propri risparmi, ha inviato un contributo al Carspac perché continui a lottare anche contro chi, responsabile di questo disastro, continua a girare in piazza come se nulla fosse successo. La toccante lettera è stata letta da Tiziano Bolognesi, che ha poi chiamato in causa la Lega, rea di non aver tutelato i risparmi: noi siamo stati sempre leali, ora ci aspettiamo egual trattamento. E per evitare simili gravi storture ha invitato i politici ad un`ampia riforma legislativa sulla cooperazione, per far sì che le gestioni possano essere controllate con rigore. Durissimi gli interventi che sono seguiti. Invocazioni di giustizia ma anche dita puntate contro il presidente della Regione Errani, che non ha mai affondato l`interesse su questo dramma. E non può dire di non essere stato informato di questa situazione disperata. Settimio Coatti è andato giù con la clava, illustrando la sua rabbia di truffato e derubato: “Ci dicevano porta i soldi là che sono sicuri. Lì davamo lira su lira. Poi il tradimento. Ora si deve dire sul serio, prima di morire uno alla volta“. Sulla stessa linea l`intervento di Fiorentini, che si è detto rovinato dal sistema cooperativo, che ha rubato vita ed ideali. Tutto in fumo. “Con nessun colpevole, i colpevoli siamo noi, che ci hanno portato via i soldi“. Anche Musacchi ha confessato delusione e stanchezza: sempre le stesse cose, sempre le stesse parole: “Cosa abbiamo portato a casa? Abbiamo parlato con Fassino, con la Lega con tanti politici. Ci siamo confrontati con tutti. Ora ci parlano di fondi dormienti. Basta prenderci in giro. Io vi dico che sono proprio stufo“.

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