22 Marzo 2008

In Italia si sfugge a tutto, fisco in prima linea

In Italia si sfugge a tutto, fisco in prima linea, e ora, purtroppo, anche alle cinture di sicurezza. E non basta la strage dei 5.600 morti l`anno, tra automobilisti e pedoni, per far rispettare le regole. Un italiano su tre quando sale in macchina non allaccia le cinture, nonostante le rilevazioni effettuate subito dopo l`entrata in vigore della legge consentissero previsioni ottimistiche. E` quanto emerge dal monitoraggio sull`uso dei dispositivi di sicurezza condotto da di Sanità e ministero dei Traspo Istituto Superiore rti, secondo il quale a portare la cintura è solo il 64,6% della popolazione. Il dato relativo al 2007 è in flessione rispetto 71,6% del 2006 e al 72,5% del 2005. E non è tutto. Nell`utilizzo delle cinture secondo lo studio il Paese marcia a tre velocità: molto diffuso al Nord (82%); da migliorare al Centro (65,6%), maglia nera al Sud (46,3%). Sembra così esaurito l`effetto della patente a punti visto che nei mesi successivi all`introduzione del nuovo sistema l`uso della cintura era all`83,5% anche se l`obiettivo dovrebbe essere di una diffusione pari al 95% (e non al 100%, per via delle esenzioni): solo così si potrebbero risparmiare 1,3 miliardi di euro l`anno del Sistema Sanitario Nazionale che deve far fronte alle conseguenze degli incidenti stradali. “La cosa che mi preoccupa di più – ha commentato il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – è che la percentuale di utilizzo è bassa, in costante regresso. E` un fatto grave“. L`effetto della patente si è sciolto come neve al sole? Per il Codacons è colpa dei pochi controlli: “La patente a punti non fa più paura perché i controlli sono scarsi e perché è troppo facile recuperare i punti persi. Basta sostenere degli appositi corsi a pagamento. Se si vuole un maggior rispetto delle regole e incrementare la sicurezza è necessario partire da un potenziamento dell`organico dei vigili in servizio su strada“. Se gli automobilisti sono allergici alle cinture, non va meglio con l`uso del casco. Anche in questo caso l`Italia delle due ruote si divide: al Nord e al Centro c`è chi lo indossa regolarmente ( 90-100%) al Sud, neanche a dirlo, c`è chi lo lascia a casa. E comunque nel Mezzogiorno l`uso è “a macchia di leopardo“: a seconda dei quartieri, si passa dalla “quasi totalità“ ad una percentuale praticamente nulla. Intanto sarà votata mercoledì prossimo la proposta della Commissione Ue di introdurre l`obbligo del servofreno per ridurre il numero di pedoni che ogni anno vengono uccisi o feriti in incidenti stradali.

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