19 Marzo 2008

Dolci a caro prezzo Indaga la Procura

Controlli a tappeto sul caro prezzi dei prodotti pasquali: uova di cioccolato, colombe e più in generale sui dolcetti pasquali. Ma le ispezioni della guardia di finanza riguarderanno anche l`aumento ingiustificato di prodotti di prima necessità, in particolare frutta e verdura, che in vista della “spesa“ per il pranzo di Pasqua e pasquetta è cresciuto in modo esagerato. I prezzi rispetto all`anno scorso, in alcuni casi, sono addirittura raddoppiati. Le ispezioni rientrano nell`inchiesta della magistrata Francesca Romana Pirrelli già avviata a gennaio scorso in cui sono stati ipotizzati i reati di rialzo fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio e manovre speculative su merci. A lanciare l`allarme sul rialzo dei prezzi al consumo subito dopo le feste di Natale era stato un esposto della Codacons (spedito in altre 104 procure italiane) che parlava di un “aumento ingiustificato dei prezzi che non ha nulla a che vedere con il blocco degli autotrasportatori avvenuto a dicembre e poi scrive ancora di evidente speculazione e di rincari inaccettabili“. Nello specifico la Codacons prende in esame innanzitutto i prodotti ortofrutticoli e ha segnalato che nel 2007 e soprattutto tra novembre, dicembre e gennaio c`è stato un aumento del 9 o 10% dei prezzi al consumo rispetto al 3% del prezzo d`origine; il costo dei cereali è aumentato invece del 11, 5% per la pasta e del 12% per il pane. Un boom di aumenti anche per il latte e i suoi derivati: il latte alla stalla è aumentato del 2,5% con conseguente rialzo al consumo che è del 4,2%; i formaggi del 6,5% e ancora del 3,5% lo yogurt. La Codacons puntava il dito contro gli operatori delle filiera: per gli ortaggi ad esempio il 23% del costo di un prodotto va agli agricoltori e il 77% restante finisce invece nelle tasche degli altri operatori delle filiera. Se ad esempio un chilo di arance costa un euro vuol dire che 23 centesimi vanno all`agricoltore e 77 centesimi alla filiera. I dati sono stati ricavati da uno studio della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, che evidenzia come tre famiglie su cinque, sotto la pressione dei continui rincari, hanno cambiato le loro abitudini alimentari. Limitando anche il consumo di beni di prima necessità. An. Ba. La pm del Tribunale di Bari, Francesca Romana Pirrelli.

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