Pasqua: a rischio il portafoglo dei consumatori
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fonte:
- La Nazione
A rimetterci, secondo Codacons e Coldiretti, non sarà il palato, ma bensì il portafoglio dei consumatori. Sono previsti infatti aumenti nell`ordine del 7% (in media) rispetto ai prezzi dello scorso anno, con la carne che in qualche macelleria costa anche oltre i 20 euro al chilo. IN CITTÀ il vero problema è quello di riuscire a districarsi in una jungla di offerte diverse, tra macellerie al dettaglio e grande distribuzione, cercando di evitare i possibili rincari senza per questo dover rinunciare alla qualità del prodotto. La forbice è molto ampia e frammentata: si va infatti dai 5,80 euro della spalla di agnello in offerta pasquale alla Conad, fino agli oltre 20 euro al chilo per l`animale nostrano in alcune macellerie, che ovviamente mettono in vendita carni provenienti da animali selezionati e di qualità teoricamente superiore. La media si aggira comunque intorno ai 13 euro, confermando le previsioni fatte dalle associazioni dei consumatori che fissavano quella dello scorso anno a 12,20 e quella del 2008, appunto, intorno ai 13,05 con un aumento del 7%. IN QUESTO ampio ventaglio di offerte non mancano alcune stranezze, come il fatto che un esercizio del centro storico venda la sua carne di agnello addirittura a prezzi che sono in linea con quelli dei vari supermercati (9,30 euro per coscio e lombata, 8,50 per l`anteriore), o come il fatto che dei supermercati propongano i loro tagli a prezzi di pochissimo inferiori a quelli di alcune macellerie al dettaglio (Pam ed Esselunga tra gli 8,29 ed i 10,45 euro). Rimane ovviamente da fare una distinzione per quanto riguarda la qualità e la provenienza delle carni: in linea generale l`agnello nostrano (generalmente maremmano) costa anche molto di più rispetto a quello di importazione straniera e di solito è preferito dai piccoli rivenditori, che devono ad ogni modo far fronte a spese maggiori per la lavorazione degli animali rispetto agli ipermercati e quindi sono costretti a vendere la merce a prezzi più elevati. PER AIUTARE gli amanti della tradizione l`Associazione diritti utenti e consumatori (Aduc) ha stilato anche una serie di suggerimenti utili: prima di tutto attenzione a non scambiare la qualità della carne, visto che anche agnellone e castrato figurano nella macrocategoria “agnello“ ma hanno prezzi e gusti diversi soprattutto in relazione all`età dell`animale. Meglio quindi soffermarsi un attimo in più sull`etichetta e chiedere al commerciante l`età, i metodi di allevamento e la provenienza della carne che si sta acquistando. C`è poi da considerare che i vari tagli della carni in questione hanno un`alta percentuale di scarti non commestibili, quindi alla fine si rischia di pagare molto di più rispetto a quello che si potrà effettivamente gustare a tavola. E SE PER la carne bisogna stare attenti, lo stesso vale per il pesce. Rispetto al mese scorso qualche catena della grande distribuzione, ad esempio, ha ritoccato il prezzo del branzino. Chi risparmia sull`agnello, insomma, può finire lo stesso nel “mare“ dei rincari.
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