Pane a prezzo ridotto solo in due negozi
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fonte:
- Il Mattino di Padova
Sabbadin: “Dopo Pasqua sarà in 20 forni“
Il pane in vendita a 2,70 euro al chilo in base all`accordo sottoscritto tra il sindacato panificatori, guidato dal dissidente dell`Ascom, Gino Federico Sabbadin e le associazioni dei consumatori Adusbef e Codacons? E chi l`ha visto? Si potrebbe rispondere con il titolo della trasmissione tv di Raitre. In città, infatti, ieri, erano solo due i panifici dove si poteva acquistare il pane a 2,70. Uno in centro, nella panificio di Cristian Bertin in piazza Duomo, e l`altro in via Zara all`Arcella di proprietà di Silvano Rizzo dal 1962. In tutti gli altri (trecento esercizi commerciali tra città e provincia) il pane continua a costare tra 3,70 e 4,20 euro. Unica eccezione il pane calabrese di Pietrafitta, venduto sotto il Salone, nella bottega Chiuriti, a 3 euro. Intanto si vanno chiarendo sempre più i termini della cosiddetta “guerra dei fornai“ che è stata intrapresa tra l`ex presidente provinciale dei panificatori dell`Ascom, Federico Sabbadin, oggi responsabile del sindacato panificatori con venti iscritti, e tutti gli altri iscritti al sindacato Ascom, coordinato a livello regionale, dal padovano Luca Vecchiato. “E` ora di chiarire le cose – sottolinea Sabbadin – Il pane comune fatto con acqua, farina, sale e lievito sarà prodotto a regime solo dopo Pasqua e solo nei panifici che aderiscono al sindacato panificatori. Non è vero, poi, che nei nostri panifici si venderà solo il pane comune a 2,70. Anche i nostri associati metteranno in commercio pane di qualità, sino a 4 euro al chilo. D`altronde io non ho dichiarato nessuna guerra ai miei colleghi. Non penso affatto che siano dei “ladri“ perché vendono l`alimento base a 4 euro. Anch`io so benissimo che il prezzo della farina è andato alle stelle e che i costi di produzione e di gestione sono cresciuti a dismisura. Se noi dei sindacato panificatori abbiamo sentito la necessità di abbassare i prezzi è solo perché è doveroso venire incontro al 20% dei padovani che non arrivano alla quarta settimana del mese e per rispondere in modo adeguato all`attuale concorrenza del pane industriale, venduto in tanti supermercati anche a un euro al chilo“. Dello stesso avviso anche Silvano Rizzo e Cristian Bertin: “Io vendo il pane comune a 2,70 euro da un bel pezzo – sostiene Rizzo – In genere se lo comprano quelli che non hanno tante possibilità economiche. Gli altri clienti acquistano il pane condito e di maggiore qualità, che costa dai 3,50 ai 4 euro“. Immediata la replica di Luca Vecchiato: “Siamo davanti a una vera e propria sceneggiata – afferma il presidente regionale dell`Ascom di categoria – L`associazione di Sabbadin conta quanto il due di picche. Il vero accordo, per venire incontro alle esigenze dei consumatori, è quello che l`Ascom ha sottoscritto a livello nazionale con il garante dei prezzi Antonio Lirosi. Un`intesa valida per aiutare i ceti meno abbienti, ma che nello stesso tempo non risponde a criteri demagogici e qualunquistici, nel pieno rispetto delle attuali leggi imposte dal mercato“. Intanto i consumatori chiedono al Comune e alle altre istituzioni locali di intervenire nella nuova “guerra dei prezzi“ del pane ripristinando sia i panifici comunali di una volta (ce n`era uno in via Sarpi) e rispolverando anche il prezzo calmierato della rosetta.
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