Un bel parco, non per chi ci vive
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Cittadini protestano: nessuno ci ascolta, arriveranno vincoli e obblighi Partecipazione dei cittadini alla gestione della "cosa pubblica". Un concetto che, molte volte, rimane su carta. Quello che raccontiamo è il caso del Parco dei Sassi di Roccamalatina. Un bene comune, appunto, ma non sempre condiviso: più di 200 i residenti contrari per i vincoli e le spese imposte. Firme raccolte, opposizioni presentate eppure tutto sembra procedere "come se niente fosse". "Quando anche le nostre case saranno comprese nella zona Parco la nostra vita cambierà in peggio. Vincoli, spese e burocrazie renderanno ancora più dura la vita in montagna. Avremmo voluto poter dire la nostra, chiedere soluzioni migliori, ma tutte le nostre richieste sono rimaste inascoltate". Parlano così, per voce delle minoranze dei Consigli Comunali, più di 200 cittadini che vivono nella zona tra Zocca e Guiglia, destinata ad essere compresa nel Parco dei Sassi di Roccamalatina. Non sono contrari al valore che un’area protetta può avere, questi cittadini; protestano, invece per gli oneri che la formalizzazione potrebbe comportare a fronte di pochissimi vantaggi. La storia comincia nel dicembre del 2004 quando Provincia ed Ente Parco pianificano l’ampliamento dell’area montana destinata a Parco. Un percorso fatto di progetti di tutela, di attenzioni particolari all’ambiente ma anche di vincoli per le attività produttive e per i residenti: un percorso che, certo, non si può dire "condiviso": "La decisione è stata presa dalle istituzioni senza avvisare nessuno – raccontano – ma quel che è peggio è che è stata presa senza considerare aspetti fondamentali della vita quotidiana di chi vive in montagna. Una vita già dura e difficile che ora diventa anche onerosa". "A fronte di tante limitazioni – continuano i cittadini – sui materiali da utilizzare per le costruzioni, sulle tipologie ed i metodi di agricoltura ed allevamento, addirittura sulla possibilità di avere le strade di accesso alle case coperte con l’asfalto a noi non è venuto nessun beneficio. Non siamo gente ricca e saremo costretti, se la nostra zona diventerà "Parco" ad adeguarci a burocrazie pesanti: per ristrutturare casa? Solo materiali ecologici. Per poter avere un incentivo all’agricoltura? Solo coltivazioni biologiche. Tutte cose giuste, in teoria… ma chi le paga?". Dopo aver richiesto più volte incontri con le istituzioni, dopo aver, con fatica, raccolto e consegnato più di 200 firme allegate alle opposizioni presentate in Provincia al progetto, dopo aver formalmente sollevato il problema i cittadini si trovano, a pochi mesi dal via definitivo, punto e a capo. "Questi cittadini si sono rivolti a noi come ultima spiaggia – spiega Fabio Galli del Codacons Modena – tutti anti-ambientalisti? Non crediamo proprio. Qui, come in molti altri casi è mancata la partecipazione, il coinvolgimento in una decisone che, se portata avanti seriamente, avrà tanti aspetti che ricadranno direttamente sulla vita di chi, in quella zona, già ci vive. Noi crediamo che quando ad un progetto, sia pure meritevole nelle intenzioni, più di duecento cittadini, che in questo caso equivalgono alla quasi totalità dei residenti, si oppongono, il progetto si possa già considerare fallito. In questo caso tutte le perplessità, i dubbi, le proteste di chi verrà praticamente coinvolto non sono stati ascoltati e, ancora una volta (la cosa non è nuova nel Modenese), ci troviamo davanti ad un diritto che rimarrà solo scritto e non applicato: quello alla partecipazione attiva. Per questo come Codacons ricorreremo al Tar, contro l’ampliamento del Parco dei Sassi di Roccamalatina non certo perchè non pensiamo che tutelare una zona dal punto di vista ambientale non sia una cosa buona, ma perchè siamo convinti che i primi da tutelare siano i cittadini. Soprattutto in un momento di crisi economica come quello attuale".
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