Un appello a napolitano, non firmi la legge truffa
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fonte:
- La Nuova Venezia
SICUREZZA SUL LAVORO, DENUNCIA DA MESTRE
Un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinchè non firmi la nuova legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L`ambientalista mestrino Michele Boato, il presidente veneto del Codacons Franco Conte e l`esperto Livio Giuliani, tra l`altro direttore dell`Ispesl Veneto, ieri da Mestre hanno annunciato che si rivolgeranno alla massima carica dello Stato per denunciare quella che chiamano una “truffa“. Il provvedimento, viene spiegato, consente di evitare la pena sostituendola con una multa se l`assenza del documento di valutazione del rischio, che diventa un reato perseguibile per le ziende, riguarda ditte dove non si sono verificati incidenti. Ma il provvedimento non mira invece, sostengono in coro Boato, Conte e Giuliani, a garantire un maggior numero di controlli da parte degli organismi pubblici del Servizio Sanitario Nazionale per la prevenzione degli infortuni. Inoltre il provvedimento rischia di esser contestato da stuoli di avvocati, mettendone in dubbio la legittimità. “Un testo unico non può sostituirsi al Codice Penale. Lo Stato fa la faccia severa ma in realtà è una burla, si apre così la strada alla depenalizzazione di questi reati“, è la denuncia. Timori anche sulla corsa al “tesoretto“ dell`Inail che finanzierà i progetti di messa in sicurezza delle aziende. “I fondi a disposizione dell`Inail sono quelli trattenuti ai lavoratori, ovvero di coloro che rischiano la vita ed ora verranno spesi per finanziare le aziende. I piani di messa in sicurezza invece finora erano previsti per legge, quindi obbligatori“. Un altro pericolo, denunciano da Mestre, è “l`intimizzazione“ degli accertamenti di sicurezza con interventi affidati di fatto al solo controllo delle aziende.
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